Bologna, 11 novembre 2025 – Dal 11 al 13 ottobre 2026, la fiera iMeat, punto di riferimento per il mondo delle carni e della gastronomia artigianale in Italia, si sposterà per la prima volta a BolognaFiere. Una svolta importante nella storia della manifestazione, annunciata questa mattina durante una conferenza stampa congiunta tra gli organizzatori e i vertici del polo fieristico emiliano. Dopo nove edizioni a Modena, la decima di iMeat debutterà in uno degli spazi più moderni e internazionali d’Europa, con l’obiettivo di allargare i propri orizzonti e offrire nuove possibilità di crescita agli operatori del settore.
BolognaFiere e una nuova società: cambia tutto
Il cambio di sede non è solo un fatto logistico. Per la prossima edizione è nata una nuova società organizzatrice: Ecod Extra Srl, con il 51% in mano a BolognaFiere e il 49% a Ecod Srl, la casa editrice che ha creato e accompagnato iMeat in questi tredici anni. “Passare a BolognaFiere è un momento storico per iMeat, che è nata da un’intuizione e si è sviluppata grazie alla fiducia di migliaia di professionisti”, ha detto Luca Codato, fondatore di Ecod e ideatore della fiera. La collaborazione punta a combinare la profonda conoscenza del mercato italiano con la dimensione internazionale di BolognaFiere, presente anche in Cina, India e Stati Uniti.
Più spazio al business internazionale
Con questa nuova formula, secondo gli organizzatori, iMeat potrà attirare un numero sempre più alto di buyer e operatori stranieri. Così la fiera si conferma come punto di riferimento per tutta la filiera delle carni, non solo come vetrina ma come luogo di business e aggiornamento. “Con l’ingresso di BolognaFiere nel capitale di iMeat diamo un forte impulso a una manifestazione che ha seguito con competenza l’evoluzione di un settore chiave per il mondo Ho.Re.Ca. e per l’industria delle carni”, ha sottolineato Antonio Bruzzone, Ceo di BolognaFiere. Bruzzone ha evidenziato come la rete globale del gruppo – dalla Cina all’India, passando per gli Stati Uniti – rappresenti un’opportunità concreta per far crescere la filiera italiana anche all’estero.
iMeat, un appuntamento irrinunciabile
Nata tredici anni fa da un’intuizione di Ecod, iMeat è diventata il primo evento B2B in Italia dedicato a macellerie, gastronomie, salumerie, operatori Ho.Re.Ca. e piccole industrie alimentari. Il passaggio a BolognaFiere, spiegano gli organizzatori, permetterà di contare su spazi più ampi e servizi moderni, oltre a una piattaforma logistica capace di accogliere espositori e visitatori da tutto il mondo. Le nuove date autunnali (11-13 ottobre 2026) sono scelte anche per facilitare la partecipazione degli operatori internazionali.
Le associazioni di categoria al fianco di iMeat
La decima edizione potrà contare sul supporto storico di Federcarni e sul patrocinio di Uniceb, oltre all’adesione dei principali protagonisti della filiera. “Con BolognaFiere condividiamo un obiettivo chiaro: mantenere alta la qualità e l’identità di iMeat, aprendola però a nuove opportunità e a un pubblico più ampio”, ha aggiunto Codato. La fiera continuerà a offrire momenti di formazione, aggiornamento professionale e confronto sulle nuove tecnologie per la lavorazione delle carni.
Innovazione e formazione al centro
Tra le novità annunciate per il 2026, grande attenzione sarà riservata all’innovazione tecnologica e alla formazione degli operatori. Dalla macelleria tradizionale alla ristorazione specializzata, passando per le aziende artigianali di eccellenza, iMeat si conferma un punto d’incontro tra cultura del prodotto e futuro del settore. Il programma comprenderà workshop tecnici, dimostrazioni pratiche e incontri con esperti internazionali.
Un settore che cambia e si rinnova
Il comparto delle carni e della gastronomia artigianale coinvolge in Italia oltre 30mila imprese tra macellerie, salumerie e gastronomie, secondo i dati di Ecod. Negli ultimi anni ha affrontato sfide importanti legate all’innovazione, alla sostenibilità ambientale e ai nuovi gusti dei consumatori. In questo contesto, iMeat vuole rafforzare il suo ruolo di punto di riferimento per chi lavora lungo tutta la filiera, offrendo strumenti concreti per affrontare i cambiamenti.
La decima edizione si annuncia dunque come un appuntamento chiave per il settore. “Solo allora – ha confidato uno degli espositori storici – capiremo davvero quanto il trasferimento a Bologna potrà influire sulla crescita della manifestazione”.
