Imprenditori familiari: il 40% teme per il futuro della propria azienda

Imprenditori familiari: il 40% teme per il futuro della propria azienda

Imprenditori familiari: il 40% teme per il futuro della propria azienda

Matteo Rigamonti

Novembre 11, 2025

Milano, 11 novembre 2025 – La transizione generazionale resta una delle sfide più sentite dalle famiglie imprenditoriali italiane, soprattutto in Lombardia e Veneto. Tra giugno e ottobre 2025, Nexta Società Benefit ha intervistato 45 realtà di queste regioni. Dalla ricerca emerge che un quarto degli imprenditori non esclude l’ingresso di un fondo di investimento per garantire la continuità dell’azienda. Ma c’è anche un altro dato che pesa: il 39% teme che nessuno della nuova generazione prenderà le redini dell’impresa. Come ha spiegato Mauro Puppo, presidente e amministratore delegato di Nexta, questo segnala la necessità di modelli di governance più aperti e professionali.

Famiglie imprenditoriali: tra radici profonde e nuove sfide

Le imprese coinvolte nella ricerca di Nexta sono molto diverse tra loro: dall’agroalimentare alla manifattura, dall’impiantistica al settore chimico-tessile, fino ai comparti più innovativi. Il 30% fattura più di 100 milioni di euro. La maggior parte è guidata da eredi di seconda, terza o anche quinta generazione. Ma c’è anche un 20% di intervistati che rappresenta la prima generazione, spesso ancora impegnata a crescere e a strutturare l’azienda.

Il nodo della continuità non riguarda solo il passaggio del testimone, ma anche la trasmissione di valori e competenze. Secondo la ricerca, il 22% degli imprenditori conta di coinvolgere uno o tre membri della nuova generazione, mentre il 20% ne prevede un gruppo più ampio, tra tre e cinque persone. Eppure, quasi quattro su dieci non vedono eredi pronti a subentrare.

Governance familiare: più dialogo, ma decisioni ancora concentrate

Il dialogo tra generazioni si fa strada, ma le decisioni restano gestite in modo diverso da famiglia a famiglia. Il 26% degli imprenditori convoca tutta la famiglia per discutere le strategie patrimoniali; il 28% si confronta solo con i membri più anziani. Nel 36% dei casi, invece, è l’imprenditore a prendere da solo le decisioni.

Quando si parla di scelte operative sull’impresa familiare, il 22% preferisce riunioni allargate a tutta la famiglia, mentre il 29% affida la decisione a un Consiglio di Amministrazione dominato da membri della famiglia. In un 17% di aziende, invece, il Cda è guidato da persone esterne alla famiglia; nel 27% la decisione resta in mano all’imprenditore; solo nel 5% la guida è affidata a un amministratore delegato esterno.

Conflitti familiari: spesso ignorati, raramente risolti

Il tema dei conflitti in famiglia è spesso tenuto nascosto: il 44% degli intervistati dice di non aver mai affrontato apertamente queste tensioni. Solo il 16% afferma di averle risolte in modo definitivo, mentre il 5% sta ancora attraversando un periodo di attriti. Il 26% usa invece il confronto preventivo come strumento per evitare problemi.

Il ricorso a professionisti esterni — avvocati, commercialisti, consulenti — è visto come utile o indispensabile dalla maggioranza. Solo il 22% li considera superflui. Tra i compiti affidati a questi esperti ci sono: facilitare il dialogo tra familiari (41%), definire identità e valori (37%), riorganizzare la struttura societaria (32%), gestire questioni fiscali (24%) e redigere il patto di famiglia (10%). Nonostante questo, il 58% non li ha ancora coinvolti; il 24% li ha trovati utili, mentre il 10% li giudica fondamentali.

Crescita e capitali esterni: un equilibrio delicato

Gli imprenditori stanno pensando al futuro: il 34% guarda con interesse alle acquisizioni per allargare il proprio business. Un quarto non esclude l’ingresso di fondi di investimento: nel 15% dei casi si parla di quote di minoranza, nel 10% di maggioranza. Il 15% valuta la cessione totale dell’azienda — una decisione difficile da accettare sul piano emotivo, ma a volte necessaria per proteggere il patrimonio costruito.

Un altro quarto preferisce mantenere la situazione attuale, aspettando di vedere come evolve il contesto economico. “La crescita — ha detto Marco Palamidessi, amministratore delegato di Nexta — è importante, ma non deve mai mettere a rischio l’equilibrio familiare”.

Nexta e il modello su misura per le famiglie imprenditrici

Nexta propone un percorso fatto su misura, con team che riuniscono avvocati, commercialisti, business designer e ingegneri. “La famiglia imprenditoriale e l’impresa sono due facce della stessa medaglia”, spiega Alessandra Zotti, partner e consigliere di Nexta. “Con Nexta Edge aiutiamo a costruire una visione, valori e una governance condivisa”.

L’obiettivo è rafforzare la cultura d’impresa senza perdere di vista le radici familiari. Un equilibrio delicato che, secondo Puppo, “può diventare la chiave per garantire la continuità”. In un momento in cui la crescita è più un’esigenza che una scelta, la vera sfida resta quella di coniugare innovazione e identità di famiglia.