Impronte misteriose a Garlasco: cosa rivelano sulla scena del crimine?

Impronte misteriose a Garlasco: cosa rivelano sulla scena del crimine?

Impronte misteriose a Garlasco: cosa rivelano sulla scena del crimine?

Matteo Rigamonti

Novembre 11, 2025

Vigevano, 11 novembre 2025 – Le impronte digitali trovate sulla porta della villetta di Garlasco, teatro dell’omicidio di Chiara Poggi il 13 agosto 2007, appartengono al padre della ragazza, Marco Poggi, e a un tecnico intervenuto sul posto. A stabilirlo è stato il nuovo perito, Giovanni Di Censo, chiamato dalla Gip di Pavia nell’ambito dell’incidente probatorio che riguarda ancora Andrea Sempio, indagato per il delitto. Le sei impronte rinvenute su una confezione di cereali in cellophane e su un sacchetto della spazzatura sono invece tutte di Chiara. Un risultato che, almeno per ora, non cambia il quadro già tracciato dagli investigatori quasi vent’anni fa.

Impronte sulla porta: niente di nuovo per l’inchiesta

Gli esami di Di Censo – nominato dal giudice su richiesta della difesa – hanno confermato che le due impronte digitali leggibili sulla porta di via Pascoli appartengono a Marco Poggi e a un operatore tecnico intervenuto durante i primi rilievi. La notizia è stata comunicata ieri pomeriggio agli avvocati delle parti in un incontro riservato al tribunale di Pavia. “Non emergono elementi nuovi rispetto alle indagini del 2007”, ha detto una fonte vicina al caso. In pratica, nessuna traccia riconducibile ad Andrea Sempio o a persone estranee alla famiglia.

Tracce sui cereali e sulla spazzatura: solo Chiara

Le sei impronte trovate sulla confezione di cereali in cellophane e sul sacchetto della spazzatura, scoperti in cucina, sono tutte di Chiara Poggi. Questo conferma che la giovane era presente in quei locali nelle ore prima del delitto, ma non offre nuovi spunti per le indagini. “Sono riscontri già noti”, ha commentato uno degli avvocati della famiglia Poggi. Nessuna delle impronte analizzate collega direttamente Andrea Sempio alla scena del crimine.

Il nuovo perito e la posizione di Andrea Sempio

Giovanni Di Censo è stato nominato a settembre, dopo che la difesa di Sempio aveva chiesto una revisione delle prove scientifiche. L’incidente probatorio, avviato al tribunale di Pavia, aveva lo scopo di chiarire eventuali dubbi sulle tracce lasciate in casa la mattina dell’omicidio. “Abbiamo chiesto massima trasparenza e rigore”, ha detto l’avvocato Gianluca Tizzoni, legale della famiglia Poggi. Ma i risultati delle nuove analisi non sembrano cambiare la posizione di Sempio, già scartato dagli investigatori nel 2007.

Un caso ancora senza una verità definitiva

A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la vicenda giudiziaria resta aperta. Il principale imputato, Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, è stato condannato in via definitiva nel 2015 a sedici anni di carcere. Negli ultimi anni però la difesa di Stasi ha più volte chiesto di riaprire il processo, puntando su nuove analisi scientifiche e sull’ipotesi di altri possibili colpevoli. L’indagine su Andrea Sempio – amico d’infanzia di Chiara – era stata riaperta nel 2016 dopo il ritrovamento di tracce genetiche compatibili con lui. Ma già allora gli investigatori avevano escluso un suo coinvolgimento diretto.

Le reazioni: “Serve ancora chiarezza”

“Ci aspettavamo risposte più chiare”, ha detto ieri sera un familiare di Chiara Poggi uscendo dal tribunale. Anche tra i residenti di Garlasco si respira ancora un clima di attesa: “Dopo tanti anni, la verità sembra ancora lontana”, ha raccontato una vicina di casa. Gli avvocati attendono ora di leggere le motivazioni dettagliate del perito Di Censo, che saranno depositate nei prossimi giorni. Solo allora si capirà se l’inchiesta potrà considerarsi chiusa o se emergeranno nuovi elementi da approfondire.

Per ora, però, le impronte digitali analizzate non aggiungono nulla al mosaico già composto dagli inquirenti nel 2007. E la domanda su chi abbia ucciso Chiara Poggi resta senza risposta.