Roma, 11 novembre 2025 – Nel cuore pulsante di Piazza Colonna, a due passi dalla celebre colonna di Marco Aurelio, l’INPS ha celebrato oggi i 100 anni dall’acquisizione di Palazzo Wedekind. Un edificio che non è solo un simbolo architettonico, ma un vero e proprio testimone del rapporto tra Stato e cittadini. L’evento, intitolato “Palazzo Wedekind: 100 anni di futuro”, ha messo insieme istituzioni, studiosi e rappresentanti della società civile per riflettere sul valore storico e sull’impegno pubblico dell’Istituto.
Palazzo Wedekind, un secolo tra memoria e futuro
La giornata si è aperta con il saluto di Valeria Vittimberga, direttore generale dell’INPS, che ha ricordato come il palazzo abbia visto passare momenti decisivi della storia italiana. Sul palco, accanto a lei, personaggi di rilievo come Gianni Letta, ex direttore de Il Tempo, il colonnello Gerardo Cervone dell’Aeronautica Militare, Umberto Costi della Fondazione Saragat, Umberto Croppi dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Giovanni Orsina della Luiss. A guidare la discussione, Diego De Felice, direttore della comunicazione INPS, che ha ricordato quanto Palazzo Wedekind sia da sempre al centro della vita pubblica romana: “Questo edificio – ha detto – è stato protagonista di molti passaggi cruciali della nostra storia politica e sociale”.
Le colonne che raccontano il passato e guardano al domani
Nel suo intervento conclusivo, il presidente Gabriele Fava ha messo in luce il significato delle sedici colonne ioniche che svettano sulla facciata del palazzo. “Festeggiare il centenario del legame tra INPS e Palazzo Wedekind – ha spiegato Fava – vuol dire celebrare un secolo di fiducia e responsabilità collettiva. Le colonne simboleggiano stabilità e misura: la stessa solidità che guida il nostro Istituto nel trasformare la previdenza in un punto di partenza per diritti e opportunità”.
Ha aggiunto poi che, accanto a quelle di pietra, oggi si ergono le nuove colonne digitali del welfare: “dati, intelligenza artificiale, sostenibilità e inclusione”. Secondo il presidente, è da queste basi che si sta costruendo una nuova struttura sociale, capace di restituire valore, tempo e dignità alle persone. “L’INPS – ha ribadito – non è solo il custode della previdenza italiana, ma un laboratorio di innovazione pubblica, un modello riconosciuto in Europa per efficienza, vicinanza e capacità di rinnovarsi”.
Arte, luce e musica per celebrare un secolo
Il progetto dedicato al centenario, curato da Annalisa Bianco con il contributo di Valerio Dehò, ha offerto un percorso che intreccia arte, storia e innovazione. Sulle colonne del palazzo sono state proiettate le installazioni luminose del maestro Raimondo Galeano: giochi di luce che hanno trasformato il colonnato in un simbolo di rinascita e continuità tra passato e futuro. “La luce – ha spiegato Galeano – diventa un linguaggio universale, segno di nuova energia sociale e culturale”.
A dare ulteriore vita all’evento, l’intervento musicale della Roma Tre Orchestra, che ha eseguito brani del maestro Ennio Morricone. Un momento che ha unito istituzioni e cittadini in una celebrazione corale della bellezza come valore condiviso.
INPS, motore del welfare che guarda avanti
“Arte, musica e memoria – ha sottolineato De Felice – si sono fuse in una giornata dedicata alla bellezza come bene pubblico, ricordando che un’istituzione vive non solo di regole, ma anche di cultura e senso di appartenenza”. Un messaggio accolto con calore dai presenti, tra cui funzionari storici dell’INPS e giovani studenti universitari.
L’evento ha ribadito il ruolo dell’INPS come motore di un welfare generativo: un sistema che non si limita a fornire assistenza, ma mette in moto energie, promuove cultura e costruisce fiducia. “Il futuro – ha concluso Fava – non si aspetta, si costruisce. E noi lo stiamo facendo qui, dove la storia si intreccia con la responsabilità”.
Tra le colonne antiche di Piazza Colonna e le sfide digitali di oggi, l’INPS si conferma un laboratorio di innovazione pubblica. Un luogo dove passato e futuro si intrecciano ogni giorno.
