Damasco, 11 novembre 2025 – La Siria entra ufficialmente nella coalizione internazionale anti-Isis, un passo che, secondo fonti americane riportate dal Wall Street Journal, potrebbe cambiare gli equilibri nel Medio Oriente. L’annuncio è arrivato solo poche ore fa: il governo di Damasco ha confermato la firma di un’intesa politica con la coalizione guidata dagli Stati Uniti. Per ora, non si parla di impegni militari diretti, ma la mossa apre nuovi scenari diplomatici e strategici nella regione.
Siria nella coalizione anti-Isis: cosa succede davvero
La notizia è stata rilanciata ieri sera dal Wall Street Journal, che cita fonti dell’amministrazione americana. Dietro alla decisione ci sarebbero settimane di contatti riservati tra rappresentanti siriani e funzionari occidentali. Il ministro dell’Informazione siriano, Omar Salem, ha confermato su X (ex Twitter): “La Siria ha firmato una dichiarazione di cooperazione politica con la coalizione per sconfiggere l’Isis, confermando il suo ruolo nella lotta al terrorismo e nel sostenere la stabilità”.
Salem ha subito precisato che il documento “è di natura politica e non prevede alcun coinvolgimento militare”. Una mossa cauta, che riflette la complessità di un’alleanza che fino a poco tempo fa sembrava impossibile.
Damasco prova a cambiare ruolo
Per anni, la Siria è stata vista come uno dei nodi dell’instabilità in Medio Oriente. La guerra civile, iniziata nel 2011, ha favorito la crescita dell’Isis e la divisione del paese. Ora, con questa svolta, il governo di Bashar al-Assad tenta di presentarsi come un interlocutore affidabile nella lotta al terrorismo internazionale.
Fonti diplomatiche occidentali, contattate da alanews.it, definiscono il passo “pragmatico”, anche perché serviva ricucire i rapporti con Washington e i partner europei. “La Siria vuole uscire dall’isolamento – spiega un funzionario europeo – e questa intesa è un segnale in quella direzione”.
Reazioni a catena e primi effetti sul terreno
L’annuncio ha diviso gli attori regionali. Alcuni governi arabi hanno accolto positivamente la decisione, sottolineando l’importanza di un fronte unito contro l’Isis. Altri restano scettici sulla reale volontà di Damasco di allinearsi alle strategie occidentali.
Al momento, però, non sono previsti dispiegamenti militari congiunti o missioni coordinate. “È un’intesa politica – ha ribadito il ministro Salem – che punta a rafforzare la cooperazione diplomatica e lo scambio di informazioni”. Ma secondo analisti militari sentiti da alanews.it, la presenza della Siria nella coalizione potrebbe facilitare lo scambio di dati su movimenti jihadisti e cellule attive tra l’Eufrate e il confine iracheno.
I dubbi sulla nuova intesa
Sono ancora molti i nodi da sciogliere. La coalizione anti-Isis, nata nel 2014 sotto guida americana, aveva sempre escluso il regime siriano, accusato in passato di ambiguità verso i gruppi estremisti. Ora, con l’Isis ridotto a una minaccia residua ma non del tutto eliminata, si apre uno spiraglio per una collaborazione più ampia.
Le prime ricostruzioni parlano chiaro: nessuna base comune né operazioni militari condivise per ora. “È solo un primo passo – ammette un diplomatico statunitense – ma servirà tempo per capire se questa cooperazione funzionerà davvero”. Intanto restano le tensioni tra Damasco e alcune capitali occidentali, ancora diffidenti rispetto a una piena normalizzazione.
Cosa ci aspetta da qui in avanti
La firma arriva in un momento delicato per la regione. Negli ultimi mesi, l’Isis ha lanciato nuovi attacchi in Siria orientale e in Iraq. La crisi umanitaria resta grave in molte zone della Siria. Il governo Assad punta a sfruttare l’accordo per rafforzare la propria legittimità internazionale e ottenere aiuti per la ricostruzione.
“Non è un punto d’arrivo – spiega un analista vicino a Damasco – ma un modo per cambiare la narrazione sulla Siria”. Solo nelle prossime settimane capiremo se questa apertura porterà a risultati concreti contro il terrorismo o resterà solo sulla carta. Nel frattempo, la comunità internazionale segue con attenzione i primi passi della Siria come nuovo partner della coalizione anti-Isis.
