Le 50 steakhouse imperdibili d’Italia secondo Braciamiancora

Le 50 steakhouse imperdibili d'Italia secondo Braciamiancora

Le 50 steakhouse imperdibili d'Italia secondo Braciamiancora

Matteo Rigamonti

Novembre 11, 2025

Milano, 11 novembre 2025 – Braciamiancora, il punto di riferimento per gli amanti della carne in Italia, ha svelato oggi la nuova classifica delle 50 migliori Steak House italiane 2026. Dopo mesi di visite anonime in tutta la Penisola, e una selezione serrata, è arrivato il momento di premiare i locali che riescono a unire qualità, creatività e rispetto per l’ambiente. Un settore in continua crescita, con un pubblico sempre più attento e consapevole.

Le Tre Fiamme: l’élite della carne italiana

Il premio più ambito, le Tre Fiamme, va quest’anno a tre ristoranti: due veterani e una sorpresa. Restano in cima La Braseria di Osio Sotto (Bergamo) e I due Cippi di Saturnia (Grosseto), mentre fa il salto di qualità Via di Guinceri di Vicarello (Livorno), che passa da due a tre fiamme. “Sono i migliori nel panorama nazionale”, spiega al telefono Michele Ruschioni, fondatore e direttore di Braciamiancora, poco dopo l’annuncio. “Carne selezionata con cura, esperienze che restano impresse, dal piatto al servizio, fino ai vini. Dietro ogni proposta c’è un lavoro attento e una visione precisa”.

Due Fiamme: qualità diffusa da Torino a Caserta

Sono nove i locali premiati con le Due Fiamme, segno di un livello alto e ben definito. Tra i nomi più noti ci sono Bifro’ a Torino, Bifulco a Ottaviano, Barroso Beefsteccheria a Tirrenia e Antica Trattoria del Reno a Bologna. Non mancano indirizzi milanesi come La Griglia di Varrone e realtà meridionali come Rocca Caggiano il sapore del fuoco a Grottaminarda e Dogana Golosa a Caserta. Da sottolineare anche due locali guidati da donne imprenditrici: Matigusta a Marina di Altidona e Dogana Golosa. “La passione per la carne supera confini geografici e di genere”, commenta Ruschioni.

Una Fiamma: la qualità che si fa largo in tutta Italia

Sono 38 le steakhouse premiate con una fiamma, riconoscimento riservato a chi offre una proposta curata e carni selezionate con attenzione. L’elenco è lungo e vario: da 109 Officine a Lamezia Terme a Antico Casale di Scansano, passando per indirizzi storici come Al Vecchio Capannaccio a Ischia e nuove realtà come Beef Bazaar a Roma. Nella lista anche locali come Braceria Da.Ma a Brebbia, Chilogrammo a Catania, Grillo Fuoco e Materia a Cesate fino a Il Toscanaccio 2.0 a Leverano. Ogni regione è rappresentata: un segnale chiaro che la cultura della carne di qualità sta prendendo piede ovunque.

Sostenibilità e trasparenza: cosa vogliono i clienti

Dal report di Braciamiancora emerge che gli italiani non hanno perso la passione per la bistecca, ma oggi sono molto più attenti alla sostenibilità. Cresce la richiesta di carni da allevamenti rispettosi, menù che valorizzano ogni parte dell’animale e filiere trasparenti, dove si può conoscere l’origine del prodotto. Le steakhouse premiate sono quelle che hanno saputo coniugare amore per la carne e attenzione all’ambiente, riducendo gli sprechi e puntando su piccoli allevatori italiani. “Oggi il cliente vuole sapere cosa mette nel piatto e da dove viene”, sottolinea Ruschioni.

Premi speciali: sala, cantina e originalità

Oltre alle fiamme, Braciamiancora ha assegnato riconoscimenti per aspetti specifici dell’esperienza. Il miglior servizio di sala va all’Antica Trattoria del Reno di Bologna, mentre la migliore cantina è quella di Bifro’ a Torino. La miglior tartare si trova al Beef Bazaar di Roma, il miglior carpaccio da Matigusta a Marina di Altidona. Premi anche per la comunicazione social, vinto da Nana Meat&Wine di La Spezia, e per il miglior primo piatto, i pici all’aglione de La Braceria di Camucia. Infine, la migliore steakhouse italiana all’estero è Era Ora SteakHouse di Malta, che conquista anche due fiamme.

La classifica completa è disponibile sul sito ufficiale www.braciamiancora.com. Un viaggio tra i sapori – e le storie – della carne italiana, sempre più attenta alla qualità e alla responsabilità.