Mattarella celebra la memoria di Falcone e Borsellino alla mostra dell’Ansa

Mattarella celebra la memoria di Falcone e Borsellino alla mostra dell'Ansa

Mattarella celebra la memoria di Falcone e Borsellino alla mostra dell'Ansa

Matteo Rigamonti

Novembre 11, 2025

Vienna, 11 novembre 2025 – Poco dopo le 10 di questa mattina, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la mostra fotografica dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, allestita al polo delle Nazioni Unite di Vienna, sede centrale delle attività internazionali contro il crimine organizzato e il traffico di droga. Un momento carico di significato, a cui ha preso parte anche il presidente austriaco Alexander Van der Bellen. L’esposizione raccoglie scatti privati concessi dalle famiglie Falcone e Borsellino e immagini tratte dall’archivio ANSA, raccontando la vita e il coraggio dei due magistrati uccisi dalla mafia nel 1992.

Mattarella davanti alle immagini della memoria

Accompagnato da Van der Bellen e da Stefano De Alessandri, amministratore delegato dell’ANSA, Mattarella si è soffermato a lungo sui pannelli fotografici all’ingresso. In silenzio, con passo lento, ha osservato le immagini che ripercorrono momenti pubblici e privati dei due giudici palermitani. Tra le foto esposte, una ha catturato l’attenzione: ritrae proprio Mattarella insieme a Falcone, in un attimo informale degli anni Ottanta. “Ho avuto il privilegio di conoscerli e spesso frequentarli”, ha ricordato il presidente nel suo intervento poco dopo la visita.

Tra storia e impegno civile

La mostra, ospitata negli spazi del Vienna International Centre, cuore operativo dell’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime), comprende circa quaranta fotografie. Alcune in bianco e nero, altre a colori. I volti di Falcone e Borsellino emergono tra riunioni istituzionali, incontri con studenti e momenti familiari. “Abbiamo voluto mostrare un lato intimo e vero di due figure che hanno segnato la lotta alla mafia”, ha spiegato De Alessandri ai due presidenti. Ogni foto è accompagnata da brevi didascalie che ne spiegano il contesto, spesso con riferimenti alle indagini e ai processi che hanno cambiato la giustizia italiana.

Il ricordo personale di Mattarella

Nel suo discorso nella sala conferenze dell’ONU, Mattarella ha scelto parole semplici ma forti: “Falcone e Borsellino sono stati un esempio di dedizione al dovere e di coraggio civile. Il loro sacrificio non è stato vano”. Ha poi raccontato il suo rapporto con i due magistrati: “Li ho conosciuti da vicino, ho visto la loro forza ogni giorno. Sapevano dei pericoli, ma non si sono mai tirati indietro”. Un passaggio che ha strappato un breve applauso, tra funzionari internazionali e membri della comunità italiana a Vienna.

Un messaggio chiaro contro la criminalità organizzata

Non è un caso che la mostra sia ospitata nel quartier generale dell’ONU dedicato alla lotta contro il crimine transnazionale. “Falcone e Borsellino – ha sottolineato Mattarella – hanno capito prima di molti la portata globale delle mafie. Hanno spinto per la cooperazione internazionale quando era ancora un terreno nuovo”. Il presidente ha ricordato la Convenzione di Palermo del 2000 come un’eredità diretta del loro lavoro. “Oggi più che mai – ha aggiunto – serve uno sforzo comune per difendere la legalità”.

Voci dalla mostra

Tra i visitatori anche giovani italiani che vivono a Vienna. “Vedere queste foto in un luogo così importante fa capire quanto il messaggio di Falcone e Borsellino sia universale”, ha detto Martina Russo, 24 anni, di Palermo. Un funzionario dell’ONU, che ha preferito restare anonimo, ha definito l’iniziativa “un richiamo a non abbassare mai la guardia”.

Un ponte tra passato e futuro

La visita di Mattarella fa parte di una serie di incontri istituzionali a Vienna. Solo ieri sera il presidente aveva incontrato una delegazione della comunità italiana all’ambasciata. Oggi, davanti alle immagini di Falcone e Borsellino, ha voluto ribadire un concetto: “La memoria è un dovere di tutti. Solo così si può costruire una società più giusta”. Un messaggio che risuona forte, anche oltre i confini italiani, nei corridoi silenziosi del polo ONU di Vienna.