Mattarella: una battaglia morale contro la criminalità

Mattarella: una battaglia morale contro la criminalità

Mattarella: una battaglia morale contro la criminalità

Matteo Rigamonti

Novembre 11, 2025

Vienna, 11 novembre 2025 – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito questa mattina, nel cuore di Vienna, il ruolo chiave dell’Italia nella lotta contro la criminalità organizzata. Di fronte ai delegati delle Nazioni Unite, riuniti nella sede viennese dell’ONU, Mattarella ha sottolineato che combattere la criminalità è “una responsabilità morale comune” che riguarda tutta la comunità internazionale. Un messaggio forte, lanciato poco dopo le 10, in una sala conferenze gremita di diplomatici e funzionari.

Mattarella alla Nazioni Unite: “Una sfida che riguarda tutti”

Il capo dello Stato è intervenuto durante la sessione plenaria dedicata alla collaborazione internazionale contro le mafie. “Oggi, qui a Vienna, confermiamo con forza il nostro impegno contro la criminalità organizzata”, ha detto Mattarella, con un tono deciso ma pacato. Ha poi aggiunto che questa battaglia “appartiene e deve unire tutta la comunità internazionale”. Parole che hanno scatenato un lungo applauso tra i presenti, tra cui il segretario generale dell’ONU António Guterres e il direttore dell’UNODC Ghada Waly.

L’Italia in prima linea contro le mafie

L’intervento di Mattarella arriva in un momento delicato per la cooperazione internazionale contro la criminalità transnazionale. Negli ultimi mesi, secondo i dati dell’Interpol, sono aumentati i traffici illeciti tra Europa e Sud America, con nuove rotte individuate tra Rotterdam, Gioia Tauro e Anversa. L’Italia, ha ricordato il presidente, “ha accumulato negli anni una solida esperienza nella lotta alle mafie”, un bagaglio che oggi mette a disposizione degli altri Paesi. Non solo: Mattarella ha sottolineato l’importanza di “rafforzare la collaborazione giudiziaria e investigativa”, citando come esempio la recente operazione “Eureka”, frutto del lavoro congiunto delle polizie italiane, tedesche e belghe.

Un appello all’unità contro il crimine

Nel suo discorso, Mattarella ha richiamato l’attenzione sulla portata globale delle nuove mafie. “Le organizzazioni criminali non conoscono confini”, ha spiegato, “e approfittano delle falle nei sistemi giuridici nazionali”. Da qui l’appello a una risposta unita: “Solo mettendo insieme le forze possiamo davvero fermare queste minacce”. Il presidente ha poi ricordato il ruolo delle Nazioni Unite nel promuovere la Convenzione di Palermo del 2000, che a venticinque anni dalla firma resta uno degli strumenti più efficaci per la cooperazione internazionale contro il crimine organizzato.

La reazione dei delegati e il clima europeo

In sala si è respirata attenzione e rispetto per le parole del presidente italiano. L’ambasciatore francese Pierre Lévy ha definito l’intervento di Mattarella “un richiamo necessario in un momento di grande incertezza geopolitica”. Anche la rappresentante della Commissione europea per gli Affari interni, Ylva Johansson, ha espresso apprezzamento: “L’Italia è un partner fondamentale nella lotta alle mafie”, ha detto ai giornalisti dopo l’incontro. In Europa, secondo l’ultimo rapporto Europol di settembre 2025, i gruppi criminali attivi sono più di 5.000, con un giro d’affari stimato intorno ai 140 miliardi di euro all’anno.

Le nuove sfide: tecnologia e giovani

Mattarella non ha nascosto le difficoltà legate alle nuove tecnologie digitali. “Le mafie si adattano in fretta ai cambiamenti”, ha osservato, citando il riciclaggio di denaro con le criptovalute e le truffe online in crescita. In questo scenario, il presidente ha invitato a puntare sulla formazione dei giovani e sulla diffusione della cultura della legalità: “Solo così potremo costruire società più giuste e forti”.

Un impegno che guarda avanti

La visita di Mattarella a Vienna fa parte di una serie di appuntamenti istituzionali in programma questa settimana nella capitale austriaca. Nel pomeriggio, il presidente incontrerà anche alcuni rappresentanti della comunità italiana in Austria. “La lotta alla criminalità organizzata non si ferma mai”, ha confidato un funzionario del Ministero degli Esteri italiano a margine dell’evento. “Ma oggi abbiamo ribadito che l’Italia non farà un passo indietro”.

Un messaggio che ha fatto eco dentro le mura delle Nazioni Unite e che, almeno per oggi, sembra aver trovato ascolto anche oltre i confini nazionali.