Zaporizhzhia, 11 novembre 2025 – Le forze ucraine nel sud hanno annunciato oggi il ritiro da alcune posizioni strategiche vicino a cinque piccoli centri nella regione di Zaporizhzhia, nel sud-est dell’Ucraina. La decisione arriva dopo un aumento degli attacchi russi e per evitare perdite tra i soldati, dicono fonti militari di Kiev. La situazione sul campo si è fatta troppo rischiosa nelle ultime ore.
Cinque centri chiave abbandonati sotto la pressione russa
I principali media ucraini riportano che le truppe hanno lasciato le zone intorno a Novouspenivske, Novye, Okhotnyche, Uspenivka e Novomykolaivka. Si tratta di villaggi rurali, molto vicini alla linea del fronte, dove negli ultimi giorni si sono combattuti scontri pesanti. “Da giorni a Zaporizhzhia si combatte senza sosta”, ha detto un portavoce dello Stato Maggiore ucraino. Solo nelle ultime 72 ore, si sono registrati una cinquantina di scontri armati, secondo fonti locali.
Pressione russa e rischi crescenti
Gli ufficiali ucraini spiegano che la decisione è stata dettata dall’aumento del fuoco nemico e dalla pressione crescente delle forze russe, che hanno intensificato gli attacchi proprio in questa zona. “La priorità è salvare i nostri uomini”, ha detto un comandante del settore sud, che ha preferito restare anonimo. Nelle prime ore di oggi, trincee ucraine sono state colpite da artiglieria pesante e da droni d’attacco. I residenti dei villaggi hanno raccontato di “esplosioni continue” e colonne di fumo visibili già dalle 6:30.
Non una fuga, ma una mossa tattica
Kiev sottolinea che il ritiro non significa perdere il controllo del territorio. Le truppe si sono spostate su linee difensive più indietro, ritenute più sicure e meglio protette. “Non stiamo fuggendo, ma facendo una manovra tattica”, ha ribadito un ufficiale del comando operativo sud. Intanto, la popolazione civile resta in allerta. Molti abitanti, secondo testimoni raccolti da media locali, hanno lasciato le loro case nella notte tra il 10 e l’11 novembre, temendo un’escalation dei combattimenti.
Zaporizhzhia, il nodo cruciale del conflitto
La regione di Zaporizhzhia è un punto strategico fondamentale nel conflitto. Da mesi, le forze russe cercano di rafforzare il controllo su questa zona che collega la Crimea al Donbass. Gli esperti militari notano come l’aumento degli attacchi russi qui sia legato anche alle difficoltà sul fronte orientale e alla voglia di ottenere risultati prima dell’inverno. L’Institute for the Study of War (ISW) segnala un aumento del 30% degli attacchi russi nella regione negli ultimi dieci giorni.
Le parole di Kiev e il silenzio di Mosca
Il portavoce delle forze ucraine, Andriy Kovalyov, ha detto che “la situazione è sotto controllo”, pur ammettendo che “la pressione nemica è molto più forte”. Kovalyov ha aggiunto che “le truppe stanno facendo tutto il possibile per proteggere il personale e mantenere la difesa”. Dal lato russo, il ministero della Difesa non ha ancora commentato il ritiro ucraino, ma fonti vicine al Cremlino parlano di “progressi graduali” nella zona.
Vite in bilico tra paura e speranza a Zaporizhzhia città
A circa 40 chilometri dal fronte, nella città di Zaporizhzhia, la tensione è alta. Nelle ultime ore sono suonate più volte le sirene antiaeree. Nei bar e nei negozi del quartiere Shevchenkivskyi, la gente segue gli aggiornamenti alla radio o sul cellulare. “Non sappiamo cosa succederà domani”, confida Olena, 52 anni, insegnante in pensione. “Ma qui nessuno vuole arrendersi”.
La situazione è ancora in movimento. Le prossime ore saranno decisive per capire se questo ritiro è solo una pausa tattica o l’inizio di una nuova fase nel conflitto del sud-est Ucraina.
