Ancona, 11 novembre 2025 – Un appello forte e chiaro è arrivato stamattina dal porto di Ancona, dove ha preso il via il progetto itinerante Si.in.pre.sa., promosso da Inail per mettere al centro la sicurezza sul lavoro. A lanciare il messaggio è stata Ester Rotoli, direttore centrale prevenzione dell’Istituto, che ha ribadito come la sicurezza non sia una questione da dividere, ma un tema che riguarda tutti.
Meno infortuni sul lavoro nelle Marche, ma la strada è ancora lunga
Durante l’incontro, Rotoli ha presentato gli ultimi dati sugli infortuni sul lavoro nelle Marche. Nei primi nove mesi del 2025 si sono contati oltre 12.000 incidenti, un numero in calo rispetto ai circa 16.000 dello stesso periodo del 2024. Un segnale positivo, certo, ma che non basta ancora. “Dietro ogni numero c’è una persona”, ha ricordato Rotoli, sottolineando l’importanza di non abbassare la guardia. “Prevenire è l’unico modo per proteggere il nostro bene più prezioso: i lavoratori”.
Il dato è stato accolto con attenzione da chi lavora al porto e dai sindacati presenti. Qualcuno ha commentato che “il trend va consolidato”, altri hanno chiesto “più controlli e formazione costante”.
Si.in.pre.sa.: formazione e ascolto direttamente sul campo
Il progetto Si.in.pre.sa. – che sta per “Sicurezza, Incontro, Prevenzione, Salute” – nasce per portare i servizi dell’Inail direttamente dove si lavora. La formula prevede tappe itineranti in porti, fabbriche, cantieri. Ad Ancona, alla prima tappa, hanno partecipato decine di lavoratori portuali, tecnici della sicurezza e rappresentanti delle aziende locali.
“Vogliamo avvicinare i servizi dell’Istituto alle persone”, ha spiegato Rotoli. “Con corsi, assistenza e ascolto, per capire davvero di cosa hanno bisogno lavoratori e imprese”. In programma ci sono sportelli mobili per consulenze, sessioni pratiche sui rischi specifici e incontri aperti anche ai familiari dei lavoratori.
Gli organizzatori hanno annunciato che il progetto continuerà nelle prossime settimane in altre città marchigiane, come Pesaro e Macerata, per poi allargarsi ad altre regioni entro fine anno.
Un patto per la sicurezza: istituzioni, imprese e lavoratori insieme
Al centro della giornata la proposta di un patto interistituzionale che metta insieme enti pubblici, aziende e parti sociali. “Solo così si può davvero rafforzare la cultura della prevenzione”, ha detto Rotoli davanti a dirigenti portuali, rappresentanti della Regione Marche e sindacati.
Il tema è stato ripreso anche da alcuni imprenditori. “La sicurezza non può essere solo un compito per i tecnici”, ha spiegato Marco Bellini, responsabile di una cooperativa portuale. “Serve un impegno condiviso, da tutti: datori di lavoro e lavoratori”.
Reazioni al porto: attenzione alta, ma servono più risorse
Le risposte raccolte ad Ancona mostrano una crescente consapevolezza sull’importanza della prevenzione. “Negli ultimi anni c’è stato qualche miglioramento”, ha ammesso una rappresentante della Cgil, “ma rimangono problemi soprattutto nei subappalti e nei turni notturni”. Alcuni lavoratori hanno chiesto più formazione pratica e meno burocrazia: “Le regole ci sono, ma spesso non ci vengono spiegate bene”, ha detto un operaio della movimentazione merci.
Sul fronte istituzionale, la Regione Marche ha confermato il sostegno a iniziative come Si.in.pre.sa., anche con fondi dedicati per la formazione e l’aggiornamento degli addetti alla sicurezza.
Cosa succede ora: nuove tappe e monitoraggio continuo
Il viaggio di Si.in.pre.sa. proseguirà nelle prossime settimane con altre tappe nei porti marchigiani. L’obiettivo è raccogliere segnalazioni e consigli direttamente da chi lavora, per adattare la prevenzione alle reali esigenze di ogni settore.
“Solo ascoltando chi affronta ogni giorno i rischi possiamo migliorare davvero”, ha concluso Rotoli prima di lasciare il porto poco dopo l’una. La sfida resta aperta: abbassare ancora gli infortuni e costruire una cultura della sicurezza che sia davvero di tutti.
