Milano, 11 novembre 2025 – Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi a 10 anni ha chiuso la giornata stabile a 74 punti base, lo stesso valore dell’apertura. Un segnale che, secondo gli operatori di Piazza Affari, indica una fase di calma relativa sui mercati obbligazionari europei, anche se restano incertezze sul quadro macroeconomico e molta attesa per le prossime mosse delle banche centrali.
Spread Btp-Bund: numeri fermi in una giornata tranquilla
Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, spesso visto come un termometro della fiducia verso l’Italia, è rimasto su livelli bassi. Il rendimento del Btp decennale si è fermato al 3,4%, confermando il trend degli ultimi giorni. Nei piani alti di via Filodrammatici a Milano, l’atmosfera è stata rilassata. “Oggi niente scossoni, né dati macro di rilievo”, ha commentato un trader di una grande banca d’investimento.
Europa e investitori: lo sguardo puntato sulla BCE
La stabilità dello spread arriva in un momento in cui i mercati seguono con attenzione le decisioni della Banca Centrale Europea. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha ribadito che la politica monetaria dipenderà dai dati e ha escluso tagli dei tassi a breve. Questo atteggiamento prudente ha tenuto a bada la volatilità sui titoli di Stato dell’Eurozona. “Gli investitori aspettano segnali più chiari su inflazione e crescita”, ha raccontato un analista di Intesa Sanpaolo.
Il debito italiano sotto la lente
Un differenziale così basso è una buona notizia per il Tesoro, che deve gestire un debito pubblico oltre i 2.800 miliardi di euro. Il rendimento del 3,4% sui Btp decennali permette al governo di finanziarsi a costi più bassi rispetto ai picchi del 2022-2023, quando lo spread superava i 200 punti base. Fonti del Ministero dell’Economia assicurano che la situazione è sotto controllo: “Il mercato premia la prudenza nei conti pubblici”, dicono da ambienti vicini al ministro Giancarlo Giorgetti.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Gli esperti avvertono che la situazione può cambiare in fretta se arrivano shock esterni o tensioni politiche interne. Per ora, però, regna la cautela. “Se la BCE resta ferma e i dati macro non riservano sorprese, lo spread dovrebbe restare stabile”, ha spiegato un gestore di fondi obbligazionari di Londra. Anche il mercato dei derivati sui titoli italiani è tranquillo, con volumi nella media.
Italia e altri Paesi dell’Eurozona a confronto
Rispetto agli altri Stati dell’Eurozona, l’Italia tiene bene. Il Bund tedesco a 10 anni, punto di riferimento per calcolare lo spread, ha chiuso con un rendimento vicino al 2,7%. In Spagna e Francia, i differenziali rispetto alla Germania si sono mantenuti bassi (circa 40 e 50 punti base). “Non si vede alcuna fuga dagli asset italiani”, ha osservato un economista della Banca d’Italia.
Mercati in attesa: occhi puntati su BCE e dati macro
Con le prossime riunioni della BCE e i dati sull’inflazione europea in arrivo a fine mese, gli investitori restano prudenti. Intanto, il Tesoro prepara le aste di Btp a medio-lungo termine: secondo fonti di mercato, l’offerta dovrebbe essere simile a quella delle tornate precedenti. Solo allora si capirà se la fiducia degli investitori rimarrà solida nelle settimane che verranno.
