Arezzo, 11 novembre 2025 – Questa mattina è stato ritrovato il relitto dell’elicottero scomparso tra Toscana e Marche, precipitato ieri pomeriggio con a bordo Mario Paglicci, imprenditore orafo di Arezzo, e Fulvio Casini, originario di Sinalunga. Il velivolo, un AgustaWestland 109, è stato scoperto dai vigili del fuoco in una zona boscosa vicino al lago di Montedoglio, in provincia di Arezzo. Le squadre di soccorso riferiscono che l’elicottero è completamente distrutto e bruciato. Le operazioni di recupero sono ancora in corso, ma il terreno difficile rende complicato l’accesso anche ai soccorritori più esperti.
Ricerche serrate tra boschi e crinali
Le ricerche sono partite subito dopo l’allarme, nel pomeriggio di ieri, e sono andate avanti tutta la notte. Il coordinamento è stato gestito dal sistema regionale di soccorso, con oltre 35 tecnici del soccorso alpino e speleologico delle Marche e una quindicina di operatori toscani. Sul posto anche unità cinofile, droni, vigili del fuoco, forze dell’ordine, protezione civile e guardia di finanza. “Abbiamo ispezionato ogni metro dell’Alpe della Luna”, ha detto uno dei responsabili. Le condizioni meteo, però, hanno messo i bastoni tra le ruote: ieri sera gli elicotteri dell’aeronautica militare, dell’esercito e dei vigili del fuoco hanno dovuto sospendere i voli a causa di nebbia e pioggia.
Di notte le squadre hanno continuato a muoversi a piedi, aiutandosi con droni dotati di termocamere per cercare segnali tra la fitta vegetazione. Solo all’alba è arrivata la conferma: il relitto era lì, nascosto in una radura tra i boschi attorno al lago di Montedoglio.
L’ultimo viaggio: da Venezia verso sud
Secondo le prime ricostruzioni, Paglicci e Casini avevano fatto tappa a pranzo al Lido Nicelli di Venezia. Intorno alle 15 sono partiti a bordo dell’AgustaWestland 109 con direzione sud. “Mio padre mi ha chiamata, era preoccupato per il maltempo”, ha raccontato la figlia di uno dei due uomini agli inquirenti. Dopo quella telefonata, però, i tentativi di ricontatto sono andati a vuoto. È stata proprio lei, preoccupata per il silenzio, a lanciare l’allarme.
Il segnale dell’elicottero si è perso poco dopo il confine tra le province di Arezzo e Pesaro-Urbino, nella zona dell’Alpe della Luna. Da quel momento sono scattati tutti i protocolli di emergenza: squadre a terra e in volo, comunicazioni continue tra Toscana e Marche, aggiornamenti costanti alle famiglie.
Cause incerte: maltempo e rotta nel mirino
Al momento non ci sono certezze sulle cause dell’incidente. Gli investigatori stanno valutando diverse piste, tra cui il maltempo che ieri ha colpito l’area con piogge intense e visibilità ridotta. “Stiamo raccogliendo tutti i dati – ha spiegato un ufficiale dei carabinieri – ma serviranno rilievi più approfonditi sul relitto per capire cosa è successo davvero”. L’AgustaWestland 109 è un modello recente, usato spesso per voli privati e trasferte di lavoro.
L’Alpe della Luna non è nuova a incidenti simili: è una zona montuosa con crinali ripidi e boschi fitti. In passato altri velivoli hanno avuto problemi a causa di cambiamenti improvvisi del meteo e di una copertura radar limitata.
Le comunità sotto choc: “Erano persone conosciute da tutti”
La notizia ha colpito forte le comunità di Arezzo e Sinalunga. Mario Paglicci era un volto noto nel mondo orafo aretino; Fulvio Casini lavorava da anni tra Siena e la Valdichiana. “Siamo sconvolti – ha detto un collega di Paglicci – qui ci conosciamo tutti”. In queste ore amici e parenti si sono radunati nelle loro case, in attesa di aggiornamenti ufficiali.
Le operazioni di recupero continueranno nelle prossime ore. Solo allora si potrà fare chiarezza sull’incidente e dare ai familiari qualche risposta alle tante domande ancora aperte.
