New York, 11 novembre 2025 – L’amministrazione Trump ha chiesto di cancellare dalla risoluzione annuale delle Nazioni Unite sulla situazione in Ucraina i riferimenti alla “difesa dell’integrità territoriale” e alla parola “aggressione”. La notizia, riportata in queste ore dal Kyiv Post, ha sorpreso molti osservatori diplomatici a New York, dove il tema è stato al centro dei lavori del Terzo Comitato dell’Assemblea Generale. La risoluzione, che l’Ucraina presenta ogni anno, è da tempo un punto fermo per il sostegno internazionale alla sovranità del Paese, soprattutto dopo l’invasione russa del 2022.
Gli Stati Uniti cambiano rotta: cosa chiedono alle Nazioni Unite
Fonti diplomatiche raccolte dal Kyiv Post e confermate da delegati europei raccontano che la delegazione americana ha chiesto di sostituire espressioni nette come “integrità territoriale dell’Ucraina” e “aggressione” con una formula più vaga: “guerra in Ucraina”. Una mossa che, secondo alcuni funzionari dell’ONU, segnerebbe un cambio importante rispetto alla linea degli ultimi anni. Nel 2024, infatti, Washington aveva sostenuto la risoluzione ucraina insieme ad altri 77 Paesi, sottolineando la necessità di difendere i confini riconosciuti a livello internazionale.
Tensione tra le delegazioni: il clima a New York si scalda
I corridoi del Palazzo di Vetro si sono fatti subito tesi lunedì sera. Diversi diplomatici europei hanno definito la richiesta americana “un passo indietro”, mentre altri hanno preferito non esporsi pubblicamente. Un rappresentante ucraino, intervistato fuori dalla sala conferenze alle 19.30 ora locale, ha detto: “Per noi è fondamentale che il testo resti chiaro sulla responsabilità dell’aggressore e sul principio dell’integrità territoriale. Ogni ambiguità rischia di indebolire la posizione internazionale dell’Ucraina”. La missione statunitense all’ONU, invece, non ha rilasciato commenti ufficiali, limitandosi a confermare l’avvio di consultazioni con gli alleati.
Una risoluzione simbolo, ma dal valore concreto
La risoluzione annuale sui diritti umani nei territori occupati in Ucraina viene presentata dal 2016 e ha preso peso soprattutto dopo l’inizio della guerra nel febbraio 2022. Pur senza effetti vincolanti, il testo è considerato un barometro del sostegno internazionale a Kiev. Nel 2024 ha raccolto il sì di 78 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania. L’iniziativa americana di quest’anno, secondo fonti diplomatiche francesi, è stata discussa anche con alcuni partner europei, che però avrebbero espresso “forti dubbi” su un possibile ammorbidimento dei termini.
Dietro la mossa americana: cautela e nuove priorità
Dietro la richiesta degli Stati Uniti si intravedono le nuove priorità della presidenza Trump in politica estera. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha spiegato che la Casa Bianca vuole evitare che la risoluzione diventi un ostacolo per eventuali negoziati futuri tra Mosca e Kiev. “L’obiettivo – ha detto la fonte – è tenere aperti tutti i canali diplomatici, senza irrigidire le posizioni con parole troppo forti”. Una strategia che però rischia di scontrarsi con gli alleati europei più vicini all’Ucraina.
Cosa succede adesso: scenari e prossimi passi
La discussione sulla bozza della risoluzione andrà avanti nei prossimi giorni. Secondo delegati italiani e polacchi, la maggior parte dei Paesi UE vuole mantenere i riferimenti all’“integrità territoriale” e all’“aggressione”, anche a costo di un voto meno compatto. Solo allora si capirà se la pressione americana porterà a una modifica sostanziale o se prevarrà la linea tradizionale sostenuta da Kiev. Nel frattempo, il governo ucraino segue la situazione con attenzione: “Ogni parola conta”, ha confidato un consigliere del presidente Zelensky nella notte tra lunedì e martedì. E in effetti, in questo momento delicato della guerra, anche una sfumatura può fare la differenza.
