Los Angeles, 15 novembre 2025 – L’Italia fa sentire la sua voce a Hollywood in queste settimane, mentre la corsa agli Oscar 2026 entra nel vivo. Una folta delegazione del cinema e dell’audiovisivo italiani è sbarcata in California per la 46ª edizione dell’American Film Market (AFM). Dietro a questa presenza c’è l’Italian Trade Agency, insieme al Ministero della Cultura e a Cinecittà, che hanno unito le forze per portare un’immagine più forte e compatta del nostro Paese nel grande gioco dell’industria dell’intrattenimento.
Italiani all’AFM: chi c’è e cosa vogliono
Sono quattordici le aziende italiane che partecipano alla missione a Los Angeles. C’è un po’ di tutto: produzione, distribuzione, vendita internazionale, servizi. Nomi storici e nuove realtà che stanno facendo strada. Tra i protagonisti, spiccano Animoka Studios, la torinese Fargo Film, la veneziana Mestiere Cinema – che da anni dialoga con i grandi studi di Hollywood – e Viola Film, specializzata in coproduzioni internazionali. Per le vendite, ci sono la romana Filmexport Group, la società più antica del settore in Italia, e Minerva Pictures, che porta con sé un archivio di oltre settant’anni di cinema.
Non mancano i giovani: PiperPlay, LSGP Italia e K+ si presentano con idee fresche per la distribuzione e la produzione internazionale. La romana Augustus Color, leader nel restauro e nella post-produzione, affianca la sarda Zena Film, esperta in animazione e documentari. “La nostra delegazione è un mix di creatività, professionalità e apertura al mondo”, ha detto Giosafat Riganò, direttore dell’Ufficio ICE di Los Angeles, durante una pausa dagli incontri. “Siamo qui per costruire ponti e aprire nuove porte”.
Italia sotto i riflettori: incentivi e collaborazioni nel panel di punta
Grande attenzione ha attirato il panel “Focus on Italy”, dedicato agli incentivi per le coproduzioni e ai film stranieri girati nel nostro Paese. Sul palco sono saliti nomi importanti come Jacopo Chessa, presidente dell’Italian Film Commissions, Francesca Rotondo di Cinecittà Studios e Riccardo Neri, produttore e voce dell’Associazione dei Produttori Esecutivi. Si è parlato di tax credit, del ruolo crescente delle film commission regionali e delle risorse che Cinecittà mette a disposizione.
“La nostra Italia è tra i leader europei nella produzione cinematografica, grazie a incentivi pubblici solidi, strutture all’avanguardia e professionisti di alto livello. I nostri tecnici e creativi sono famosi nel mondo per la loro maestria, la flessibilità e il tocco unico”, ha sottolineato la Console Generale d’Italia a Los Angeles, Raffaella Valentini, davanti a una platea di produttori americani ed europei tutta orecchi.
Premio speciale a Gary Lucchesi: un legame solido tra Italia e Usa
Uno dei momenti più emozionanti della trasferta italiana all’AFM è stata la consegna dell’onorificenza di Cavaliere della Stella d’Italia al produttore Gary Lucchesi, ex presidente della Producers Guild of America. La Console Valentini gli ha conferito il titolo per il suo impegno nel rafforzare i rapporti tra Italia e Stati Uniti. “Gary ama l’Italia e l’Italia ricambia con affetto. È il segno di un rapporto vero, solido e duraturo tra i due Paesi”, ha spiegato Riganò. Lucchesi, visibilmente commosso, ha ricordato con affetto i suoi primi passi a Roma negli anni Ottanta.
L’Italia guarda agli Oscar 2026: visibilità e nuove sfide
La presenza italiana all’AFM arriva in un momento decisivo: la corsa agli Oscar 2026 è già partita e diversi film prodotti in Italia cercano di farsi spazio all’estero. Secondo l’ICE, negli ultimi cinque anni le coproduzioni tra Italia e Stati Uniti sono cresciute del 30%. Un segnale chiaro, spiegano gli addetti ai lavori, che mette insieme la qualità delle nostre maestranze e l’attrattiva degli incentivi fiscali.
Non solo big del settore: anche i giovani produttori guardano a Hollywood come a un laboratorio di idee e opportunità. “Qui si respira un’energia diversa”, confida un giovane produttore romano incontrato nei corridoi dell’hotel Loews Santa Monica, cuore dell’AFM. “Vogliamo portare storie italiane nel mondo, ma anche imparare dai migliori”.
In questi giorni a Los Angeles si parla molto italiano. Non solo nei salotti o nei ristoranti di Westwood: il cinema tricolore vuole rafforzare la sua presenza globale, con uno sguardo sempre più aperto alle sfide internazionali.
