Cortina, la casa demolita mentre il proprietario è in tribunale: «Ormai abbiamo iniziato»

Cortina, la casa demolita mentre il proprietario è in tribunale: «Ormai abbiamo iniziato»

Cortina, la casa demolita mentre il proprietario è in tribunale: «Ormai abbiamo iniziato»

Matteo Rigamonti

Dicembre 12, 2025

Cortina d’Ampezzo, 12 dicembre 2025 – Questa mattina una casa privata in via del Parco a Cortina d’Ampezzo è stata abbattuta proprio mentre il proprietario e il suo avvocato cercavano di fermare l’abbattimento in tribunale. L’immobile, di proprietà di Ernesto Curtolo, bloccava il percorso della nuova cabinovia di Socrepes, un’opera prevista per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. La vicenda si è svolta tra le aule del Consiglio di Stato a Roma e il cantiere ai piedi delle Dolomiti, con una ruspa che ha cominciato a lavorare prima ancora che la Corte decidesse.

Demolizione in corso mentre si discuteva in aula

Alle 9 di questa mattina, mentre l’avvocato Riccardo Tagliaferri era impegnato davanti alla quarta sezione del Consiglio di Stato, gli operai di Simico – la società pubblica che segue i lavori per conto del Ministero delle Infrastrutture – hanno dato il via alla demolizione della casa. In aula, il legale di Simico ha annunciato: “Questa mattina è già partita la demolizione”. Notizia che ha sorpreso sia il difensore di Curtolo sia il presidente della sezione, Luca Lamberti, che ha preso atto: “A questo punto viene meno l’interesse cautelare”.

L’edificio, una casa su due piani con ancora mobili dentro, si trova proprio lungo il tracciato della cabinovia. Non è legata direttamente alle gare olimpiche, ma servirà a trasportare circa 2.400 spettatori verso le piste delle discese femminili di sci alpino. Il progetto, sostenuto da Regione Veneto e Comune di Cortina, ha scatenato proteste tra i residenti, che parlano di possibili irregolarità nelle procedure di esproprio.

Il ricorso e la resa forzata

Curtolo aveva presentato un ricorso per bloccare i lavori, sostenendo che ci fossero errori formali nella procedura di Simico. “Questa mattina è già cominciata la demolizione”, ha confermato in aula il legale della società pubblica. Solo allora Tagliaferri ha capito che non sarebbe stato possibile fermare i lavori: “A questo punto rinuncio alla causa”, ha detto, mentre la ruspa andava avanti con il suo compito a Cortina.

Le prime ricostruzioni dicono che la decisione di anticipare l’abbattimento era stata comunicata da Simico ai giudici romani tramite una memoria depositata. Ma il proprietario sostiene di non aver ricevuto un avviso in tempo: “Avreste dovuto farlo la prossima settimana…”, avrebbe detto agli operai, trovandosi davanti alla scena senza poter fare nulla.

Reazioni e intoppi tecnici

“Metta pure tutti i commenti che vuole, perché se li faccio io rischio la galera”, ha detto Curtolo a Il Fatto Quotidiano. “Anche se forse qualcuno dovrebbe finirci davvero, viste le modalità con cui stanno procedendo”. Parole dure, pronunciate mentre la casa veniva in parte demolita e i mobili erano ancora dentro.

Un dettaglio tecnico ha però fermato la demolizione completa: dentro l’edificio c’è una cabina di trasformazione Enel, ancora attiva. Solo quando sarà pronta una nuova struttura per spostare l’impianto elettrico si potrà terminare l’abbattimento. Nel frattempo, la vicenda resta aperta, sia sul piano amministrativo che umano.

Olimpiadi e tensioni in paese

La cabinovia fa parte delle infrastrutture previste per le Olimpiadi, anche se non riguarda direttamente le gare. L’obiettivo è garantire l’accesso in quota agli spettatori delle discese femminili. Regione Veneto e Comune di Cortina hanno confermato che l’opera è legittima e che i tempi devono essere rispettati per non compromettere il calendario olimpico.

Ma a Cortina la tensione non cala. Tra la gente si parla di “forzature” e “mancanza di trasparenza”. C’è chi teme danni all’ambiente e al paesaggio. E la giornata di oggi – con la ruspa in azione mentre si discuteva in tribunale – rischia di lasciare un segno profondo nella comunità ampezzana.