Bruxelles, 12 dicembre 2025 – Il Consiglio Ecofin dell’Unione Europea ha trovato l’accordo su un dazio doganale fisso di 3 euro per ogni piccolo pacco che arriva nell’UE, a partire dal 1° luglio 2026. La misura riguarda soprattutto gli acquisti fatti online da Paesi fuori dall’Europa e sarà temporanea, in attesa di una soluzione definitiva per le soglie di franchigia doganale. La conferma è arrivata da fonti istituzionali a Bruxelles nella tarda mattinata.
Dazio fisso sui pacchi: cosa cambia per gli acquisti online
Il nuovo dazio doganale colpirà i cosiddetti “piccoli pacchi”, cioè quelle spedizioni di basso valore che ogni giorno attraversano i confini europei, spesso provenienti da piattaforme di e-commerce asiatiche come AliExpress, Shein o Temu. Finora, molti di questi pacchi godevano di una franchigia che li esentava dal pagamento di dazi se il valore era sotto i 150 euro. Dal prossimo luglio, invece, ogni pacco pagherà un costo fisso di 3 euro, a prescindere dal valore dichiarato.
Secondo i funzionari europei, questa misura serve a “garantire più equità fiscale tra operatori europei e internazionali” e a semplificare i controlli in dogana. “È una risposta concreta al boom degli acquisti online e alla necessità di proteggere il mercato interno”, ha spiegato un diplomatico coinvolto nei negoziati.
Cosa cambia per consumatori e venditori
Per i consumatori europei, la novità significa un costo in più su ogni ordine proveniente da fuori Europa. Questo potrebbe pesare soprattutto su acquisti di poco valore, come accessori, gadget o piccoli capi d’abbigliamento. “Dovrò pensarci due volte prima di comprare da siti internazionali”, dice Elisa, 29 anni, studentessa di Milano abituata a fare shopping online.
Chi lavora nel settore dell’e-commerce dovrà invece aggiornare le piattaforme e avvisare i clienti delle nuove regole. “Stiamo già modificando le procedure per essere trasparenti sui costi”, ha raccontato un portavoce di una nota piattaforma cinese. Non si escludono rallentamenti nelle consegne e cambiamenti nelle modalità di pagamento dei dazi.
Perché è stata presa questa decisione
Dietro la scelta dell’Ecofin c’è la volontà di contrastare quella che viene vista come una concorrenza “sleale” da parte dei grandi marketplace extra-UE, che spesso offrono prezzi più bassi grazie all’esenzione dai dazi sulle spedizioni di piccolo valore. Secondo la Commissione europea, nel 2024 sono arrivati oltre 2 miliardi di pacchi sotto i 150 euro nell’Unione, tramite posta o corrieri privati.
“Il sistema attuale non regge più”, ammette un funzionario del Ministero delle Finanze francese. “Serve una soluzione che assicuri entrate fiscali giuste e condizioni pari per tutti.”
Verso una riforma definitiva
Il dazio fisso resterà in vigore fino a quando non sarà approvata una riforma più ampia delle regole doganali europee. L’obiettivo è eliminare la soglia di franchigia e far sì che tutte le spedizioni extra-UE siano sottoposte a controlli e tasse uniformi. I negoziati su questo fronte sono ancora aperti a Bruxelles, coinvolgendo Stati membri e associazioni di categoria.
“È solo un primo passo”, ha sottolineato un rappresentante della Commissione. “Nei prossimi mesi si lavorerà per trovare una soluzione definitiva che metta d’accordo consumatori e imprese.”
Prossimi passi e reazioni
Ora il dazio temporaneo deve passare l’approvazione formale del Parlamento europeo e poi essere recepito dai singoli Stati. Nel frattempo, le associazioni dei consumatori chiedono più chiarezza su come sarà applicato e su eventuali esenzioni per certi prodotti.
“Non vogliamo che la misura pesi troppo su chi compra beni di prima necessità”, avverte Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Le prossime settimane saranno decisive per chiarire i dettagli e preparare cittadini e imprese alle novità che arriveranno dal luglio 2026.
