Milano, 12 dicembre 2025 – Il prezzo del gas ha chiuso oggi in rialzo sul mercato europeo, con i contratti Ttf di Amsterdam che sono saliti del 3,3%, toccando quota 27,6 euro al megawattora. Un aumento che, dicono gli operatori, riflette le incertezze sulle forniture internazionali e il cambio di passo della domanda stagionale.
Gas in rialzo: il mercato di Amsterdam corre
Già dalle prime ore del mattino, il prezzo del gas naturale ha mostrato una tendenza chiara verso l’alto, oscillando tra 26,8 e 27,4 euro al megawattora. Nel pomeriggio, intorno alle 16.30, è arrivato al picco di 27,6 euro, chiudendo così in positivo. Marco Ferri di Ref-E spiega che “il mercato resta molto sensibile alle notizie sulle forniture dalla Norvegia e alle temperature che si abbassano in Europa centrale”.
Clima più freddo e tensioni sulle forniture spingono i prezzi
Dietro a questo aumento c’è una miscela di fattori: da un lato, le previsioni meteo indicano un calo delle temperature nei prossimi giorni in Germania e Francia; dall’altro, restano i timori per possibili interruzioni nei flussi di gas dalla Norvegia, che è diventata il principale fornitore europeo dopo il taglio delle importazioni dalla Russia. Un trader della borsa di Amsterdam, che preferisce non farsi nominare, sottolinea: “Il mercato si muove sull’aspettativa di una domanda più alta per il riscaldamento”.
Bollette più care in arrivo per famiglie e imprese italiane
In Italia, l’andamento del prezzo del gas è seguito da vicino, soprattutto dalle aziende energivore e dalle famiglie. Secondo Arera, l’Autorità per l’energia, un aumento di 1 euro al megawattora si traduce in un incremento di circa 0,5 centesimi per metro cubo nelle bollette domestiche, nel medio periodo. Paolo Riva, presidente di Confartigianato Energia, ammette: “Siamo preoccupati per la volatilità dei prezzi. Le imprese stanno ancora facendo i conti con gli aumenti dello scorso inverno”.
Mercato ancora incerto: cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Gli esperti restano cauti sul futuro prossimo. Refinitiv, società di analisi, segnala che gli stoccaggi europei sono al momento pieni per oltre l’85%, ma avverte che la situazione può cambiare in fretta, soprattutto se arriveranno ondate di freddo prolungate o se si verificheranno nuovi problemi tecnici nei terminali norvegesi. “Il mercato è nervoso”, conferma Ferri. “Serve poco per far muovere i prezzi anche di diversi punti percentuali”.
Reazioni tranquille ma attente sui mercati e nelle istituzioni
La Borsa di Amsterdam resta il punto chiave per il prezzo del gas in Europa. Oggi gli operatori hanno reagito in modo “misurato”, come osservano diversi addetti ai lavori: niente panico, ma molta prudenza. Dal Ministero dell’Ambiente italiano fanno sapere che “la situazione è costantemente sotto controllo”. Arera invece suggerisce ai consumatori di considerare offerte a prezzo fisso per proteggersi da eventuali nuovi aumenti.
Forniture internazionali al centro delle preoccupazioni
A livello internazionale, il nodo delle forniture resta cruciale. Dopo la crisi energetica del 2022-2023, l’Europa ha cercato di diversificare, aumentando le importazioni di Gnl dagli Stati Uniti e dal Qatar. Tuttavia, la dipendenza dal gas norvegese rimane alta. Bloomberg segnala che eventuali guasti nei terminali norvegesi potrebbero avere effetti immediati sui prezzi Ttf.
Insomma, questa giornata conferma che il prezzo del gas è ancora molto volatile, influenzato da freddo e tensioni geopolitiche. Gli operatori chiedono prudenza: “Il mercato è fragile”, conclude un trader milanese. E per le famiglie e le imprese italiane, la guardia sulle bollette resta altissima.
