Roma, 12 dicembre 2025 – Oggi, in collegamento video con la kermesse di Atreju, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è tornato a parlare dell’oro della Banca d’Italia, un tema che negli ultimi mesi ha acceso il dibattito politico tra maggioranza e opposizione. Giorgetti ha ribadito un concetto che, secondo lui, dovrebbe essere chiaro a tutti: l’oro custodito dalla Banca centrale, anche se gestito dall’istituto, “appartiene di fatto al popolo italiano”.
L’oro della Banca d’Italia: il governo chiarisce la proprietà
“C’è stata molta polemica e tante discussioni su un principio che per noi è semplice: l’oro che garantisce la moneta è di proprietà del popolo italiano, anche se lo gestisce la banca centrale”, ha detto Giorgetti durante il suo intervento. La questione, che era rimasta in secondo piano negli ultimi anni, è tornata alla ribalta dopo alcune proposte di legge e interrogazioni parlamentari che chiedevano di fare chiarezza su chi sia il vero proprietario delle riserve auree.
Il ministro ha spiegato che il governo vuole mettere nero su bianco questo principio, con una definizione chiara e senza equivoci. Per Giorgetti, questo è un passaggio “importante”, anche se qualcuno potrebbe pensare che sia solo simbolico. “Qualcuno dirà che non cambia nulla, invece ha un valore simbolico fondamentale che era giusto riconoscere”, ha aggiunto.
Emendamento in arrivo: quando e cosa prevede
La novità più concreta annunciata da Giorgetti riguarda i tempi: “Credo che già domani si potrà formalizzare” l’emendamento per sancire ufficialmente la proprietà popolare dell’oro della Banca d’Italia. Secondo fonti parlamentari, il testo sarà inserito nel prossimo provvedimento collegato alla manovra finanziaria.
I dettagli tecnici dell’emendamento non sono ancora noti, ma l’obiettivo è chiaro: stabilire per legge che le riserve auree – circa 2.452 tonnellate, secondo gli ultimi dati ufficiali – sono patrimonio della collettività nazionale. La gestione resterà affidata alla Banca d’Italia, come previsto dalle norme e dagli statuti europei.
Reazioni politiche e istituzionali
L’intervento del ministro non è passato inosservato. Tra i partiti di opposizione c’è chi parla di “mossa propagandistica” e chi chiede più dettagli sulle conseguenze pratiche della norma. Per ora, la Banca d’Italia non ha commentato ufficialmente. In passato, però, aveva sempre sottolineato che le riserve auree sono gestite “nell’interesse del Paese” e restano iscritte a bilancio della banca centrale.
Fonti vicine a Palazzo Koch ricordano che la questione della proprietà giuridica dell’oro è complicata e regolata da norme sia nazionali che europee. Ma il concetto di “proprietà popolare” non dovrebbe cambiare il modo in cui la banca centrale lavora o le sue competenze in materia di politica monetaria.
Il valore simbolico dell’oro e cosa aspettarsi
Il tema dell’oro della Banca d’Italia torna ciclicamente nel dibattito pubblico, soprattutto in momenti di crisi economica o politica. Per molti italiani, le riserve auree sono un vero e proprio “tesoro nazionale”, un patrimonio da difendere con forza. Giorgetti ha voluto mettere in luce proprio questo aspetto: “Era giusto fissare questo principio”, ha detto, sottolineando l’importanza simbolica della norma.
Ora resta da vedere se l’emendamento sarà approvato nei tempi annunciati e quale sarà la sua versione finale. Nel frattempo, la discussione sull’oro italiano – tra garanzie istituzionali e richiami all’identità nazionale – sembra destinata a non fermarsi nei prossimi mesi.
