Il mistero del convento svenduto a Genova: una truffa da decifrare

Il mistero del convento svenduto a Genova: una truffa da decifrare

Il mistero del convento svenduto a Genova: una truffa da decifrare

Matteo Rigamonti

Dicembre 12, 2025

Genova, 12 dicembre 2025 – Il convento di Casa Raphael, ad Albaro, è finito al centro di un intrigo che mescola indagini giudiziarie, preoccupazioni dentro la Chiesa e malumori tra i cittadini. Da mesi la procura di Genova sta scavando sulla vendita dell’ex monastero delle Suore Sacramentine di Bergamo alla società Byron srl, avvenuta nel 2023. L’accusa è di truffa: secondo gli inquirenti, il complesso sarebbe stato venduto a un prezzo pari a un decimo del suo reale valore. Anche il Vaticano ha aperto un’inchiesta interna. E l’ex cardinale genovese, Angelo Bagnasco, ha espresso – come riportato da Il Fatto Quotidiano – una “preoccupazione” per questa vicenda.

Casa Raphael: una vendita che non torna

Al centro del caso c’è la cessione dell’immobile: 6 mila metri quadri tra edifici e giardini, valutati tra i 12 e i 13 milioni di euro, sono passati di mano per appena 1,6 milioni. Ma non è tutto: la trattativa si è basata soprattutto su una permuta. In cambio del convento, le suore hanno ottenuto una ventina di proprietà sparse tra Sampierdarena, Teglia, Rivarolo e Campomorone, più posti moto in zone come Marassi e San Fruttuoso. Chi conosce il mercato immobiliare genovese non ha dubbi: si tratta di aree “dove il mercato è molto depresso”, racconta un residente coinvolto nell’esposto che ha fatto partire l’indagine.

“Se le suore hanno venduto ad Albaro per comprare lì, non mi pare proprio un affare. Questa è una periferia piena di problemi”, confida una donna che abita in via Sampierdarena 99, uno degli immobili coinvolti nella permuta. Il malumore monta anche tra i discendenti della famiglia nobile che aveva donato il monastero alle Sacramentine. Sono stati proprio loro, insieme ad altri abitanti, a presentare l’esposto alla procura.

Byron srl nel mirino: un passato sotto i riflettori

La società che ha acquistato, Byron srl, era stata fondata e guidata fino al 2019 dall’immobiliarista Eros Maggio, poi passata ai familiari. Oggi l’amministratore è Patrizio Sanvitale. Non è la prima volta che Byron finisce sotto la lente: nel 2022 aveva provato a rivendere al Comune di Genova l’ex cinema Chiabrera – un tempo noto come sala a luci rosse – a un prezzo cinque volte superiore rispetto a quello d’acquisto.

Ora Byron dovrà rispondere dell’accusa di aver comprato un bene di pregio a condizioni definite “anomale”. Per il sindacalista del Sunia, Bruno Manganaro, “non so se ci siano fatti illegali, ma è chiaro che è una vendita strana: il bene vale almeno dieci volte tanto”. Un giudizio netto, condiviso da tanti genovesi che conoscono bene la differenza tra il valore immobiliare di Albaro e quello delle periferie.

La versione delle suore: ecco perché hanno venduto

A difendere le suore c’è l’avvocato Pietro Paolo Arcangeli, loro procuratore. Arcangeli spiega che l’incarico era chiaro: non si poteva scendere sotto i 3,6 milioni di euro. “Abbiamo sempre lavorato nell’interesse delle Sacramentine”, assicura. La vendita, secondo la sua versione, non è stata solo una permuta: “C’è stato anche un versamento di 2 milioni in contanti, o meglio tramite bonifico”.

Quanto al valore del convento, Arcangeli sottolinea che al momento della cessione era “occupato e vincolato”. Per renderlo appetibile sul mercato, sostiene, servivano investimenti per almeno 12 milioni, una cifra fuori dalla portata delle suore. “Avevamo proposto all’Ordine di ristrutturare e fare un’attività speculativa, ma ci è stato risposto che l’ente non è una società immobiliare”, aggiunge il legale.

Sui beni ricevuti in permuta, Arcangeli dice che c’è una perizia e che gli immobili valgono circa 60 mila euro l’anno in affitti. Ma tra chi vive nelle zone coinvolte c’è scetticismo: “Sono case difficili da vendere, soprattutto per delle monache anziane della Brianza”, si mormora tra i residenti.

Indagini aperte e una città in attesa

La procura continua a indagare, mentre il Vaticano osserva da vicino. La vicenda resta avvolta da tanti dubbi e tensioni. Lo sfratto delle ultime religiose da Casa Raphael ha messo ancora più in luce una trattativa dai contorni sfumati. In attesa di sviluppi giudiziari, a Genova si discute: tra chi parla di “truffa” e chi difende la regolarità dell’operazione, la storia del convento venduto a un decimo del suo valore continua a far discutere la città.