Molecole misteriose: i fantasmi delle prime forme di vita sulla Terra

Molecole misteriose: i fantasmi delle prime forme di vita sulla Terra

Molecole misteriose: i fantasmi delle prime forme di vita sulla Terra

Giada Liguori

Dicembre 12, 2025

Washington, 12 dicembre 2025 – Un gruppo di scienziati internazionali, guidato dalla Carnegie Institution for Science, ha fatto un passo avanti straordinario usando l’intelligenza artificiale per scovare tracce molecolari delle prime forme di vita su rocce vecchie 3,3 miliardi di anni. La scoperta, pubblicata su Pnas, la rivista dell’Accademia americana delle scienze, sposta indietro di oltre 800 milioni di anni l’origine della fotosintesi sulla Terra, aprendo nuove strade anche per la ricerca di vita su altri pianeti.

L’intelligenza artificiale riporta alla luce tracce di vita antichissime

Il team, formato da ricercatori di Stati Uniti, Europa e Australia, ha esaminato più di 400 campioni: sedimenti antichi, fossili, resti di piante e animali moderni, oltre a pezzi di meteoriti. L’idea era capire se le impronte chimiche della vita potessero resistere nelle rocce molto tempo dopo che le molecole originali erano sparite. “Abbiamo fatto analisi chimiche ad altissima risoluzione per scomporre i materiali in piccoli frammenti molecolari”, ha detto Robert Hazen, coordinatore dello studio. Solo dopo, grazie all’addestramento di un sistema di intelligenza artificiale, sono riusciti a riconoscere le “firme” lasciate dalla vita.

La precisione dell’algoritmo supera il 90% nel distinguere vita e materia inerte

Secondo i dati di Pnas, l’algoritmo ha saputo distinguere con oltre il 90% di precisione i materiali di origine biologica – come microbi, piante e animali – da quelli non viventi, come il carbonio meteoritico o sintetico. Un risultato che fino a pochi anni fa sembrava impossibile. “Il sistema ha individuato i cosiddetti ‘fantasmi’ molecolari anche in rocce vecchie 3,3 miliardi di anni”, ha aggiunto Hazen. Prima di questo studio, nessuna traccia simile era mai stata trovata in rocce più antiche di circa 1,7 miliardi di anni.

Una nuova finestra sulla storia della vita sulla Terra

La scoperta raddoppia la finestra temporale in cui le molecole nelle rocce possono raccontarci la fisiologia e le relazioni evolutive degli organismi antichi. “Questi dati ci aiutano a ricostruire la storia della vita sulla Terra con una precisione mai vista prima”, ha spiegato Sandra McLoughlin, coautrice dello studio. In particolare, la ricerca conferma che la fotosintesi era già attiva almeno 2,5 miliardi di anni fa, spostando indietro di oltre 800 milioni di anni la documentazione chimica finora disponibile.

Nuove speranze per trovare vita su altri pianeti

Gli autori sottolineano che questa tecnica potrebbe essere usata anche per analizzare rocce marziane o campioni provenienti da Europa, la luna ghiacciata di Giove. “Se l’intelligenza artificiale riesce a scovare le impronte chimiche della vita sopravvissute per miliardi di anni sulla Terra, potremmo farlo anche su altri corpi celesti”, ha spiegato Hazen. L’obiettivo è chiaro: usare strumenti simili nelle prossime missioni spaziali per cercare tracce di vita passata o magari ancora presente su altri pianeti.

Nuovi orizzonti per la paleobiologia e l’esplorazione dello spazio

Questa scoperta apre scenari inediti sia per la paleobiologia sia per l’esplorazione spaziale. Ora gli scienziati vogliono migliorare gli algoritmi e allargare il database dei campioni analizzati. “Siamo solo all’inizio nel capire quanto queste tecnologie possano rivoluzionare lo studio delle origini della vita”, ha confidato McLoughlin. Restano però molte domande aperte: quali altre tracce potrebbero emergere da rocce ancora più antiche? E quali segreti nascondono i campioni raccolti su Marte o sulle lune ghiacciate del Sistema Solare?

Per ora, una cosa è certa: grazie all’intelligenza artificiale, il passato della Terra si fa meno misterioso. E il futuro della ricerca scientifica si apre a possibilità che fino a poco tempo fa sembravano solo un sogno.