Verbania, 12 dicembre 2025 – Il giudice per l’udienza preliminare di Verbania ha deciso ieri di prosciogliere i vertici della Leitner, la società altoatesina coinvolta nel procedimento sulla tragedia della funivia del Mottarone. L’incidente, avvenuto il 23 maggio 2021, aveva causato la morte di 14 persone e acceso i riflettori sulle condizioni di sicurezza dell’impianto. Secondo la sentenza di non luogo a procedere, depositata in un dossier di 69 pagine, non sono emerse prove che la società abbia imposto pressioni o direttive per ridurre la manutenzione o limitare le fermate della funivia.
Nessuna prova di pressioni dai vertici Leitner
Il gup Gianni Macchione ha spiegato che “non ci sono elementi per mandare a processo” i dirigenti di Leitner. Durante l’istruttoria, non è saltata fuori nessuna testimonianza, documento o comunicazione che colleghi direttamente i responsabili dell’azienda a decisioni che avrebbero potuto mettere a rischio la sicurezza dell’impianto. “Non risultano pressioni da parte dei vertici per prendere scelte pericolose”, si legge nelle motivazioni.
La decisione riguarda in particolare Martin Leitner, vicepresidente della società, e Peter Rabanser, responsabile del customer service. Entrambi erano indagati per il loro ruolo nella gestione della manutenzione e delle procedure di sicurezza della funivia. Ma, secondo il giudice, le accuse non hanno trovato conferma concreta negli atti.
Il ruolo di Enrico Perocchio sotto la lente
Un passaggio importante riguarda la posizione di Enrico Perocchio, direttore d’esercizio dell’impianto e dipendente della stessa Leitner. Il giudice ha ammesso che l’ipotesi che Perocchio potesse agire nell’interesse della società è “un sospetto legittimo”, soprattutto per i suoi rapporti con il gruppo di Vipiteno e per il ruolo che ricopriva nella gestione del Mottarone. Ma, ha precisato il gup Macchione, “un sospetto non basta”.
Perocchio avrebbe potuto influenzare il caposervizio Gabriele Tadini, spingendolo a rimandare interventi o a evitare di fermare l’attività anche quando sarebbe stato necessario. Tuttavia, non c’è alcuna prova concreta che confermi queste pressioni. “Non ci sono elementi oggettivi che dimostrino direttive o costrizioni”, ha scritto il giudice.
Responsabilità operative ancora sotto indagine
La sentenza lascia aperto il fronte delle responsabilità operative dentro l’impianto. Il processo continua per chi gestiva direttamente la funivia giorno per giorno. Restano sotto esame le scelte tecniche e organizzative fatte nei giorni prima dell’incidente e le possibili mancanze nella manutenzione.
Secondo gli inquirenti, la tragedia del 23 maggio 2021 è stata causata dal cedimento di una fune portante e dalla presenza dei cosiddetti “forchettoni”, dispositivi che avrebbero dovuto essere tolti per garantire la sicurezza. Su questi punti, le indagini hanno già portato a diversi rinvii a giudizio per operatori e tecnici coinvolti.
Reazioni contrastanti: “Rispetto per la decisione, ma il dolore resta”
La decisione del gup ha suscitato reazioni diverse tra le parti. Gli avvocati dei vertici Leitner hanno espresso soddisfazione: “La sentenza conferma l’assenza di responsabilità dei nostri assistiti”, ha detto l’avvocato Luca Ponti fuori dal tribunale. Diverso il tono dei familiari delle vittime, che hanno ribadito il loro dolore e la voglia di verità: “Non ci fermeremo finché non saranno chiarite tutte le responsabilità”, ha spiegato Giulia P., sorella di una delle vittime.
Ieri mattina, poco dopo le 11, davanti al tribunale di Verbania si sono radunate alcune famiglie, con fotografie e fiori in mano. Un silenzio carico di emozione, rotto solo da qualche parola sussurrata tra parenti e amici. “Non cerchiamo vendetta – ha confidato un padre – ma giustizia”.
Un processo che va avanti
Il procedimento sulla tragedia del Mottarone resta aperto per le responsabilità operative. La sentenza del gup di Verbania segna però un punto fermo: per i vertici della società altoatesina non ci sono prove sufficienti per andare avanti. Solo così, forse, si potrà ricostruire fino in fondo cosa è successo e capire come si è arrivati a una delle pagine più drammatiche della cronaca italiana recente.
