Roma, 12 dicembre 2025 – Nel primo pomeriggio di oggi, Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture, si è recato alla centrale operativa di Ferrovie dello Stato a Roma per fare il punto sullo sciopero nazionale dei trasporti in corso. Intorno alle 14.30, il ministro è arrivato in via Marsala, come confermato dal suo staff: “Volevo vedere di persona come stanno andando le cose”, ha detto Salvini ai tecnici presenti. L’obiettivo era capire sul campo l’effetto della protesta sulle linee ferroviarie, in una giornata che – secondo i dati ufficiali – ha registrato una circolazione dei treni migliore del previsto.
Alta velocità senza intoppi, regionali oltre l’80% di corse garantite
Più nel dettaglio, il servizio Alta Velocità Roma-Milano ha viaggiato a pieno regime, con tutte le corse previste effettuate senza cancellazioni o ritardi rilevanti. “Sulla tratta principale non si sono registrati problemi”, hanno raccontato i responsabili della sala operativa. Anche sulle altre linee AV si è toccato un livello di servizio vicino al 90%. Per i treni regionali, invece, la copertura è stata intorno all’80%, con qualche difficoltà soprattutto nelle prime ore della mattina.
I dati raccolti da FS Italiane mostrano un quadro migliore rispetto alle previsioni fatte alla vigilia. “Lo sciopero ha visto una partecipazione più bassa rispetto ad altre volte”, ha ammesso un dirigente sindacale davanti alla stazione Termini. Nel primo pomeriggio, i tabelloni delle partenze mostravano uno scenario quasi regolare: pochi treni cancellati, molti in orario.
Salvini: “I lavoratori hanno riconosciuto l’impegno su contratti e sicurezza”
Durante la visita, il vicepremier ha messo l’accento sul recente rinnovo dei contratti nel settore ferroviario. “Abbiamo lavorato per migliorare le condizioni e la sicurezza – ha detto Salvini – e credo che i lavoratori abbiano apprezzato questo sforzo”. Poco dopo le 15, una nota della Lega ha ribadito la linea dura del governo: “L’unico danno causato da Landini (segretario generale della Cgil, ndr) è quello agli italiani, messi in difficoltà oggi nonostante la scarsa adesione”.
La tensione con i sindacati resta alta. Landini aveva definito lo sciopero “necessario per difendere i diritti dei lavoratori e la sicurezza sui posti di lavoro”, ma dal governo fanno sapere che il dialogo è aperto solo se si parla in modo costruttivo. “Non si può bloccare il Paese ogni volta che c’è una trattativa”, ha confidato un esponente della maggioranza.
Stazioni sotto controllo, traffico quasi normale
Nelle principali stazioni – Termini a Roma, Centrale a Milano, Santa Maria Novella a Firenze – la giornata è passata senza tensioni particolari. I passeggeri sono stati avvisati con largo anticipo delle possibili cancellazioni, attraverso app e annunci. “Sapevo dello sciopero, ma il mio treno per Napoli è partito puntuale”, racconta Marco, 42 anni, impiegato romano in viaggio per lavoro.
Gli addetti alla sicurezza hanno controllato gli ingressi fin dalla mattina presto. Solo qualche fila ai tornelli e qualche protesta isolata da chi ha perso la coincidenza. “Abbiamo fatto il possibile per ridurre i disagi”, spiega un capotreno sulla linea Firenze-Bologna.
Trattative aperte, ma il confronto resta duro
La giornata di sciopero si chiude con numeri che il governo interpreta come segno di tenuta del sistema ferroviario. I sindacati però non mollano: “La mobilitazione andrà avanti finché non arriveranno risposte concrete su salari e sicurezza”, ha ribadito Landini nel pomeriggio.
Il prossimo incontro tra governo e rappresentanti dei lavoratori è fissato per la prossima settimana. Nel frattempo, la Lega sottolinea il risultato ottenuto: “Il servizio è stato garantito quasi ovunque – si legge nella nota – grazie all’impegno dell’Azienda e alla responsabilità dei lavoratori”. Un equilibrio delicato, che potrebbe saltare già nei prossimi mesi se le trattative non porteranno a un’intesa più solida sul futuro del settore ferroviario italiano.
