Berlino, 12 dicembre 2025 – Wim Wenders, uno dei registi tedeschi più celebri del nostro tempo, sarà il presidente della giuria internazionale della Berlinale 2026. L’annuncio è arrivato questa mattina dagli organizzatori del festival, che si terrà a Berlino dal 12 al 22 febbraio. Una scelta che, per molti addetti ai lavori, segna un ritorno alle origini per una delle rassegne più seguite in Europa.
Wim Wenders guida la Berlinale 2026
Il nome di Wim Wenders parla da sé nel mondo del cinema. Nato a Düsseldorf nel 1945, è autore di pellicole come “Il cielo sopra Berlino” e “Paris, Texas”. Wenders ha già lasciato il segno alla Berlinale: nel 1982 vinse l’Orso d’Oro con “Lo stato delle cose”. Ora, dopo più di quarant’anni, torna a guidare la giuria che sceglierà i vincitori. “È un onore e una grande responsabilità che accolgo con entusiasmo”, ha detto il regista in una nota del festival. “La Berlinale è sempre stata una finestra aperta sul mondo e sulle sue storie”.
Un festival tra tradizione e nuove sfide
La scelta di Wenders arriva in un momento di cambiamento per la Berlinale. Dopo le ultime edizioni complicate dalle restrizioni sanitarie e da un mix tra proiezioni in sala e online, il festival vuole riprendersi la sua identità. “Il nostro obiettivo è riportare il pubblico nelle sale e far tornare centrale l’esperienza collettiva del cinema”, ha spiegato Mariette Rissenbeek, direttrice esecutiva della manifestazione. La presenza di un autore come Wenders, da sempre attento alla memoria e allo sguardo europeo, è vista come un segnale di continuità ma anche di apertura verso nuove storie.
Le attese per l’edizione 2026
Le prime indiscrezioni parlano di oltre 300 titoli tra anteprime mondiali e opere prime alla Berlinale 2026. La selezione ufficiale arriverà a gennaio, ma si prevede una forte presenza di giovani registi accanto ai nomi già noti. “La giuria avrà il compito di mettere in luce la varietà delle voci”, ha detto Carlo Chatrian, direttore artistico. Wenders, in passato, ha sempre sostenuto giovani autori e progetti indipendenti: “Il cinema vive di rischi e di scoperte”, aveva raccontato in una recente intervista alla Süddeutsche Zeitung.
Un legame stretto con Berlino
Non è un caso che proprio Wenders sia stato scelto per questa edizione. Il suo rapporto con Berlino è profondo: molte sue opere sono ambientate nella capitale tedesca o ne raccontano le trasformazioni. “Berlino cambia pelle ogni giorno”, ha detto il regista durante una masterclass alla Deutsche Kinemathek lo scorso ottobre. “Raccontarla significa anche chiedersi chi siamo diventati”. Questo legame si riflette anche nella scelta dei membri della giuria, che verranno annunciati nelle prossime settimane.
Le reazioni dal mondo del cinema
La notizia della sua nomina ha subito fatto parlare critici e professionisti. “Wenders è una garanzia di attenzione alla qualità e alla ricerca”, ha commentato la produttrice francese Agnès Godard. Sui social, molti appassionati hanno accolto con entusiasmo la decisione: “Finalmente un presidente che conosce davvero il festival”, si legge su X (ex Twitter). Anche registi italiani si sono detti soddisfatti: “È uno dei maestri che ci ha insegnato a guardare il mondo con occhi diversi”, ha scritto Alice Rohrwacher.
Verso febbraio 2026
Mancano ancora due mesi all’apertura della Berlinale, ma l’attesa è già forte tra addetti ai lavori e pubblico internazionale. Nei prossimi giorni arriveranno i primi titoli in concorso e le iniziative per i giovani autori. Intanto, la guida di Wim Wenders alla giuria fa pensare a un’edizione che terrà insieme tradizione e nuove sfide del cinema globale.
