Corte dei Conti: allerta sui tempi di realizzazione dei progetti Pnrr

Corte dei Conti: allerta sui tempi di realizzazione dei progetti Pnrr

Corte dei Conti: allerta sui tempi di realizzazione dei progetti Pnrr

Giada Liguori

Gennaio 12, 2026

Roma, 12 gennaio 2026 – La Corte dei Conti mette sotto la lente i tempi di realizzazione degli interventi del Pnrr negli enti territoriali. Nel rapporto della Sezione autonomie, aggiornato al 28 agosto 2025, si evidenziano alcune criticità, ma emergono anche segnali di recupero. Circa la metà dei progetti monitorati segna piccoli ritardi rispetto al piano previsto, con una situazione molto diversa da regione a regione e da amministrazione ad amministrazione.

Ritardi sotto controllo, ma si accelera

Nel documento si legge chiaramente che il quadro è a macchia di leopardo. Le Sezioni regionali della Corte dei Conti hanno rilevato qualche preoccupazione sui tempi di completamento. “Qualche dubbio sui tempi emerge dal controllo svolto dalle Sezioni regionali, anche se le situazioni sono molto varie”, si legge nel testo. In sostanza, metà dei progetti è in ritardo, ma molti stanno recuperando terreno. “La media dei tempi di realizzazione mostra un recupero dei ritardi iniziali durante questa fase”, spiega la Corte, lasciando intendere che chi gestisce gli interventi sta mettendo il turbo per non sforare le scadenze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Soldi impegnati, ma spesa ancora lenta

Sul fronte finanziario, la Corte dei Conti fa il punto: al 28 agosto 2025, è stato impegnato il 59,2% dei 60,8 miliardi destinati agli interventi sul territorio. Ma i pagamenti concreti sono ben più bassi: poco meno del 30% del totale è stato effettivamente versato. Se guardiamo solo ai fondi Pnrr – pari a 47,5 miliardi – la cifra sale al 32% (oltre 15 miliardi già pagati). Numeri che mostrano una certa lentezza nella spesa, anche se c’è un miglioramento rispetto ai mesi scorsi.

Un terzo dei progetti già concluso

Sul fronte dei risultati concreti, la Corte segnala che circa un terzo dei progetti finanziati con fondi Pnrr è già stato realizzato. In soldoni: 19,3 miliardi su un totale di 58,6 miliardi sono già stati spesi per opere completate. Il resto è ancora in fase di lavorazione o da avviare. “La situazione è complessa e le differenze tra territori sono evidenti”, spiega un funzionario della Corte contattato da alanews.it. Alcune regioni hanno già raggiunto o superato gli obiettivi intermedi, altre arrancano.

Perché si accumulano i ritardi

Le prime analisi degli enti locali indicano alcune cause chiare: procedure amministrative farraginose, difficoltà a trovare le imprese giuste e rallentamenti dovuti all’adeguamento dei progetti alle nuove norme ambientali. “Non è solo una questione di volontà – spiega un dirigente della Regione Lombardia – spesso sono i lunghi passaggi burocratici a far slittare i tempi”. Tuttavia, negli ultimi mesi si nota una maggiore attenzione a rispettare le scadenze, anche grazie a un lavoro più stretto tra governo centrale e amministrazioni locali.

Controlli serrati e scadenze decisive

La Corte dei Conti continuerà a seguire da vicino l’avanzamento del Pnrr nei territori, con particolare attenzione ai flussi di denaro e alla rendicontazione delle spese. “Mantenere il cronoprogramma è fondamentale per non perdere i fondi europei”, avverte la Sezione autonomie nel suo rapporto. Le prossime tappe del Piano saranno decisive per capire se gli enti locali riusciranno a recuperare i ritardi e a completare gli interventi previsti.

In attesa dei dati aggiornati al primo trimestre 2026, resta alta la tensione su come le amministrazioni locali riusciranno a trasformare in fatti concreti i fondi messi a disposizione dal Pnrr, tra vincoli burocratici e la necessità di accelerare la spesa.