Milano, 12 gennaio 2026 – Oro e argento hanno toccato nuovi massimi nei mercati internazionali nella giornata di oggi, spinti anche dalle incertezze legate all’indagine aperta sul presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Alle 10:30, ora italiana, il prezzo dell’oro spot – quello con consegna immediata – ha raggiunto i 4.578,84 dollari l’oncia, in rialzo dell’1,54% rispetto alla chiusura precedente. Sul mercato dei futures Comex, la scadenza di febbraio è salita ancora di più, toccando quota 4.585,70 dollari l’oncia, con un +1,88%. L’argento ha fatto ancora meglio: il contratto con consegna a marzo ha raggiunto i 8.430 dollari l’oncia, segnando un +6,29%.
Prezzi in volata, mercati in fermento
L’andamento dei metalli preziosi non è passato inosservato tra gli operatori finanziari. “C’è molta incertezza che spinge gli investitori verso beni rifugio”, ha spiegato questa mattina un analista di una banca d’affari milanese. Non è solo la questione Powell a preoccupare: sullo sfondo ci sono anche le tensioni in Medio Oriente e i dati macroeconomici statunitensi diffusi ieri sera, che mostrano un rallentamento della crescita.
Dalle prime ricostruzioni nei desk delle principali piazze europee, la domanda di oro fisico è cresciuta soprattutto tra gli investitori istituzionali. “Abbiamo visto ordini importanti già all’apertura di Hong Kong”, ha detto un trader londinese raggiunto al telefono poco dopo l’avvio delle contrattazioni europee. Anche l’argento ha beneficiato di acquisti robusti, con volumi sopra la media delle ultime settimane.
L’indagine su Powell scuote i mercati
Al centro dell’attenzione resta l’inchiesta su Jerome Powell, presidente della Federal Reserve. Fonti vicine al Congresso americano riferiscono che l’indagine riguarda presunte irregolarità nella gestione di alcune comunicazioni riservate tra la Fed e operatori finanziari. La banca centrale Usa non ha rilasciato commenti ufficiali finora.
Gli operatori temono che l’incertezza sulla guida della Fed possa portare a una maggiore instabilità nei mercati valutari e obbligazionari. “Quando non si sa cosa farà la banca centrale più importante al mondo, la prima reazione è cercare sicurezza nell’oro”, spiega un gestore di fondi di Francoforte. La stessa cosa vale per l’argento, spesso considerato il “cugino povero” dell’oro, ma capace di movimenti più accentuati nei momenti di crisi.
Che cosa aspettarsi da oro e argento
Gli analisti restano cauti sulle prospettive a breve termine per i prezzi dell’oro e dell’argento. Alcuni pensano che i livelli di oggi possano essere un picco momentaneo, destinato a scendere se la situazione alla Fed si chiarirà presto. Altri, invece, sottolineano come il contesto globale – tra inflazione che non molla e rischi geopolitici – possa continuare a sostenere la domanda di metalli preziosi.
“Non è solo una questione americana”, osserva un economista romano esperto di materie prime. “Anche in Europa e Asia cresce la voglia di proteggersi da possibili scossoni finanziari”. E a conferma, i dati della World Gold Council diffusi la scorsa settimana mostrano che le riserve auree delle banche centrali sono salite del 2% solo a dicembre.
Cosa cambia per investitori e risparmiatori
Per i piccoli risparmiatori italiani, il nuovo record dell’oro è una conferma della solidità del metallo giallo come forma di diversificazione. “Chi ha comprato oro fisico negli ultimi mesi oggi vede il suo investimento rivalutarsi”, dice un consulente finanziario milanese. Ma gli esperti raccomandano prudenza: “I prezzi sono molto volatili, non si possono escludere correzioni improvvise”.
Intanto, nelle gioiellerie del centro di Milano si registra un aumento delle richieste per lingotti e monete d’oro. “Questa mattina sono venuti diversi clienti a chiedere informazioni”, racconta il titolare di un negozio in via Torino. Segno che l’incertezza globale si riflette anche nelle scelte di tutti i giorni.
La giornata si chiude dunque con oro e argento ai massimi storici, mentre i mercati restano in attesa di sviluppi sull’indagine che coinvolge la Fed. Solo allora si potrà capire se questa corsa ai metalli preziosi è stata un fuoco di paglia o l’inizio di una nuova fase per i mercati internazionali.
