Cgil: la battaglia contro la cauzione per i manifestanti è incostituzionale

Cgil: la battaglia contro la cauzione per i manifestanti è incostituzionale

Cgil: la battaglia contro la cauzione per i manifestanti è incostituzionale

Giada Liguori

Febbraio 2, 2026

Torino, 2 febbraio 2026 – La proposta di una “cauzione per chi scende in piazza”, rilanciata oggi dal vicepremier Matteo Salvini dopo gli scontri di ieri nel cuore di Torino, ha subito acceso un acceso dibattito tra governo e sindacati. Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil, ha bollato l’idea come “impropria e incostituzionale”. Secondo lei, una misura del genere rischierebbe di escludere dal diritto di manifestare chi non ha soldi. “Che si fa? A chi non può pagare si toglie il diritto di manifestare?”, ha chiesto Ghiglione in un intervento da Corso Vittorio Emanuele II, dove la tensione è ancora forte.

Sindacati all’attacco: “Così si mette il bavaglio al dissenso”

Per la dirigente sindacale, la Lega sta usando quanto successo ieri – con le immagini degli scontri che hanno fatto il giro dei social fin dal pomeriggio – per provare a “mettere un freno al dissenso e al diritto di manifestare”. Ghiglione ha ricordato che in piazza c’erano “decine di migliaia di persone tranquille”, mentre i violenti erano solo una piccola minoranza. “Far pagare chiunque va in piazza è come dire: siccome qualche parlamentare della Lega ha rubato qualche milione, allora chiudiamo la Lega”, ha detto con una punta di sarcasmo. La Cgil, ha assicurato, “se mai la norma dovesse arrivare in Parlamento, la combatterà con ogni mezzo”.

Nessuna giustificazione per la violenza, ma difesa del diritto a protestare

La linea della Cgil è chiara: condanna senza se e senza ma per le violenze di ieri, ma nessuna scusa per chi vuole approfittarne per limitare le libertà civili. “La violenza non è mai la risposta, non si può accettare in nessuna forma”, ha ribadito Ghiglione, esprimendo solidarietà agli agenti coinvolti, in particolare a Alessandro Calista, il giovane poliziotto accerchiato e colpito da un gruppo di manifestanti. “Chi cerca di imporre le proprie idee con la violenza attacca la democrazia e crea un clima pericoloso”, ha spiegato, sottolineando che questi gesti feriscono anche le migliaia di cittadini che manifestavano pacificamente.

Torino al centro delle tensioni sociali

Negli ultimi mesi Torino è stata teatro di diverse proteste e interventi di polizia, spesso legati al centro sociale Askatasuna. Per Ghiglione, però, le tensioni che attraversano la città non si possono ridurre a semplici questioni di ordine pubblico. “C’è un clima di paura, rabbia e divisione”, ha detto. Quando il problema viene visto solo come sicurezza e non come diritti, quando si ignorano o si reprimono le difficoltà sociali, si rischia – ha avvertito – “di far scivolare il Paese verso una deriva”.

Serve dialogo e affrontare le cause reali

Per la Cgil serve “ricostruire un clima democratico basato sul rispetto, sul confronto e su politiche che affrontino i veri problemi: precarietà, disuguaglianze, emarginazione, mancanza di prospettive”. Ghiglione ha ribadito che il sindacato “sta senza se e senza ma dalla parte della democrazia e della Costituzione”, e che respinge ogni forma di estremismo. Il conflitto sociale, questa la linea, deve restare dentro la mobilitazione pacifica e la partecipazione democratica. “La violenza non può servire per zittire un dissenso legittimo”, ha concluso.

Uil: solidarietà agli agenti ma no a divieti indiscriminati

Anche la Uil ha preso posizione sugli scontri di Torino. In una nota diffusa nel primo pomeriggio, il sindacato ha espresso “piena solidarietà e vicinanza all’agente ferito e a tutte le forze dell’ordine”, definendo l’aggressione “opera di criminali che devono andare in galera”. Ma la Uil avverte: non si può usare questo come scusa per mettere limiti troppo duri alle proteste. “Gli atti violenti vanno puniti – si legge – ma il dissenso democratico va difeso”.

Il dibattito politico resta infuocato

Nel tardo pomeriggio, fonti vicine al Viminale hanno fatto sapere che il tema delle manifestazioni sarà al centro di confronti nei prossimi giorni. Intanto, in città si moltiplicano le iniziative spontanee a sostegno sia delle forze dell’ordine sia del diritto a manifestare. Il clima resta teso: sotto i portici di Piazza Castello si sentono ancora gli echi degli slogan e delle sirene. Sullo sfondo, la discussione sulla “cauzione per chi scende in piazza” promette di rimanere al centro del dibattito politico nazionale.