L’Avana, 2 febbraio 2026 – Il turismo a Cuba ha subito un duro colpo nel 2025. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica cubano (Onei), gli arrivi dall’estero si sono fermati a poco più di 1,8 milioni, con un calo del 18% rispetto all’anno prima. È il peggior risultato dal 2002, escludendo gli anni della pandemia. Il governo puntava a 2,6 milioni di visitatori, ma la realtà è stata ben diversa.
Crollo degli arrivi: numeri che allarmano
Nel 2025 il turismo straniero ha subito un brusco stop rispetto al 2024, quando gli arrivi erano stati 2,2 milioni. Se guardiamo un po’ più indietro, il quadro è ancora più preoccupante: nel 2018 Cuba aveva toccato il record di 4,6 milioni di turisti. Da allora, il settore non è più riuscito a tornare ai livelli pre-pandemia. “Le difficoltà sono evidenti e diffuse”, ha ammesso un funzionario del Ministero del Turismo che ha preferito restare anonimo.
Mercati storici in picchiata: Canada, Usa ed Europa
A pesare sono soprattutto i cali nei mercati tradizionali. Dal Canada, che resta il principale bacino per l’isola, sono arrivati 754.010 visitatori, con un -12,4%. Gli Stati Uniti hanno registrato appena 110.005 arrivi, in calo del 22,8%. Anche la comunità cubana all’estero ha ridotto i viaggi verso l’isola: 228.091 ingressi, -22,6% rispetto al 2024.
Non va meglio in Europa. La Germania ha contato solo 33.056 turisti (-49,5%), la Spagna si è fermata a 46.489 (-28,5%) e la Francia a 36.884 (-26%). La Russia ha portato 131.882 visitatori, in calo del 29%. Il Messico ha visto scendere gli arrivi a 56.438, con un -10,2%. Solo due mercati hanno tenuto: l’Argentina (+13,6%) e la Colombia (+8%).
Le cause dietro il crollo: energia, sanzioni e voli tagliati
Secondo chi vive il settore dall’interno, le ragioni sono tante. “I blackout sono frequenti e durano ore”, racconta Ana María Rodríguez, che gestisce una casa particular nel centro dell’Avana. La crisi energetica scoraggia turisti e investitori. A questo si sommano problemi economici interni: inflazione alta, mancanza di beni di prima necessità e servizi turistici spesso ridotti all’osso.
Anche le restrizioni sui voli hanno fatto il resto. “Molti collegamenti sono stati tagliati o accumulano ritardi”, dice un agente all’aeroporto José Martí. A peggiorare la situazione ci sono poi le sanzioni statunitensi, che rendono complicate le transazioni finanziarie e l’importazione di carburante.
Nuove minacce dagli Usa e un futuro incerto
Nelle ultime settimane, Washington ha annunciato l’intenzione di stringere ancora di più le maglie sulle forniture di petrolio verso Cuba. Una mossa che potrebbe peggiorare la crisi economica dell’isola. “Se il turismo non riparte, sarà difficile trovare i soldi in valuta estera per comprare beni essenziali”, spiega un analista locale.
Il governo cubano non ha ancora commentato i dati dell’Onei. Tra gli operatori del settore però si respira pessimismo. “Senza investimenti e senza risolvere i problemi energetici, sarà dura tornare indietro”, confida un direttore d’albergo a Varadero.
Turismo cubano, un futuro tutto da scrivere
In attesa di segnali positivi dal mercato estero e di possibili aperture diplomatiche, Cuba resta in bilico. Da una parte c’è la voglia di rilanciare il turismo, dall’altra le difficoltà che frenano la ripresa. Per ora i numeri sono chiari: Cuba fatica a tornare la meta privilegiata dei Caraibi e guarda avanti con crescente preoccupazione.
