Euro in stallo: scambiato a 1,1860 dollari

Euro in stallo: scambiato a 1,1860 dollari

Euro in stallo: scambiato a 1,1860 dollari

Giada Liguori

Febbraio 2, 2026

Milano, 2 febbraio 2026 – L’euro apre la settimana senza grandi scossoni sui principali mercati valutari mondiali. Alle 9.30, secondo i dati Bloomberg e confermati dalle piattaforme di trading più seguite, la moneta unica europea viaggiava a 1,1860 dollari, con un piccolo rialzo dello 0,08% rispetto a venerdì. In Asia, il cambio con lo yen si fermava a 183,5300, in leggero aumento dello 0,05%. Un avvio di giornata che racconta di un clima di attesa e prudenza tra gli operatori.

Mercati in stand-by, tutti gli occhi sulle banche centrali

La giornata si muove in un clima di incertezza globale. Gli investitori guardano con attenzione alle prossime mosse delle grandi banche centrali, in particolare la Banca Centrale Europea (BCE) e la Federal Reserve americana, attese nei prossimi giorni con nuovi segnali sulle loro politiche monetarie. “Il mercato sta cercando di assestarsi dopo le turbolenze della scorsa settimana”, spiega a alanews.it Marco Valli, responsabile economico di UniCredit. “Tutti vogliono capire cosa succederà su inflazione e tassi”.

Gli esperti di ING vedono nel leggero rafforzamento dell’euro sul dollaro un riflesso delle aspettative su una Fed meno dura del previsto. Ma il divario tra i rendimenti dei titoli di Stato europei e americani resta ampio, mantenendo la pressione sulla moneta unica.

Dollaro stabile, yen in debolezza

Il dollaro si mantiene solido contro le principali valute. Il cambio euro-dollaro resta intorno a 1,18, senza grandi movimenti. “La volatilità è bassa”, conferma Chiara Rossi di Intesa Sanpaolo. “Gli investitori si muovono con cautela, aspettando i dati economici americani in arrivo domani”.

Lo yen giapponese invece accusa un leggero calo. Il cambio con l’euro si mantiene poco sopra 183,5, anche a causa della politica attendista della Bank of Japan, che per ora non ha dato segnali di cambiamenti alla sua politica ultra-accomodante. A Tokyo si osserva una domanda debole per lo yen, influenzata anche dalla fragilità dell’economia nipponica.

Inflazione e dati economici sotto la lente

Al centro dell’attenzione restano i dati sull’inflazione in Europa e negli Stati Uniti. La scorsa settimana Eurostat ha diffuso un dato annuale per l’Eurozona al 2,7%, leggermente sopra le previsioni. Negli Usa, il Bureau of Labor Statistics ha registrato un aumento dell’indice dei prezzi al consumo del 3,1% su base annua.

“Questi numeri accendono il dibattito sulle prossime mosse delle banche centrali”, racconta un trader della City di Londra. “Se la BCE dovesse far capire che i rialzi dei tassi rallenteranno, l’euro potrebbe rafforzarsi ancora”. Ma molti restano cauti: la volatilità potrebbe salire nelle prossime ore, soprattutto se i dati economici riservassero sorprese.

Tra prudenza e attesa nelle sale operative

Nei centri finanziari di Milano e Francoforte si respira prudenza. “Non ci aspettiamo grandi scosse almeno fino a metà settimana”, confida un gestore di fondi a Piazza Affari. “Tutto dipende da cosa diranno Christine Lagarde e Jerome Powell: ogni parola conta e può far muovere il mercato”.

Secondo le previsioni raccolte da Reuters, il cambio euro-dollaro dovrebbe restare tra 1,18 e 1,20 nei prossimi giorni. Solo dati o dichiarazioni a sorpresa potrebbero cambiare le carte in tavola.

Sguardo ai prossimi giorni: la partita è aperta

Con la BCE che si riunirà giovedì a Francoforte e la Fed che parlerà mercoledì sera da Washington, gli operatori restano in attesa. I volumi di scambio sono nella media: alle 10.15, secondo Euronext, erano già passati di mano oltre 3 miliardi di euro in contratti spot.

La giornata prosegue dunque con un’euro stabile, ma gli occhi restano puntati sulle decisioni delle autorità monetarie e sui dati in arrivo. Un equilibrio delicato, pronto a essere messo alla prova già nelle prossime ore.