Giuli sigla un accordo storico per la coproduzione cinematografica tra Italia e Cina a Pechino

Giuli sigla un accordo storico per la coproduzione cinematografica tra Italia e Cina a Pechino

Giuli sigla un accordo storico per la coproduzione cinematografica tra Italia e Cina a Pechino

Giada Liguori

Febbraio 2, 2026

Pechino, 2 febbraio 2026 – Italia e Cina rilanciano la partnership nel cinema con un nuovo Accordo di coproduzione firmato oggi nella capitale cinese. Sul palco della cerimonia, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente di China Media Group, Shen Haixiong, hanno dato il via a una nuova stagione di collaborazione tra le due industrie. L’intesa, attesa da tempo dopo la scadenza del precedente accordo nel 2021, punta a far crescere la presenza del cinema italiano all’estero e a rinsaldare i legami culturali tra i due Paesi.

Una spinta concreta per le coproduzioni italo-cinesi

Il ministro Giuli, parlando a margine dell’evento, ha ricordato che il cinema è un linguaggio universale, nato dall’incontro tra memoria e immaginazione. Per lui, le coproduzioni internazionali sono uno strumento reale per “avvicinare i popoli e creare sviluppo”. Il nuovo accordo, ha spiegato, offrirà “regole chiare e incentivi concreti” per facilitare il lavoro tra produttori italiani e cinesi. “Da oggi – ha detto – il cinema italiano e quello cinese potranno collaborare con più facilità, dando un nuovo slancio all’internazionalizzazione della nostra industria”.

La firma arriva dopo mesi di trattative serrate tra le delegazioni di Roma e Pechino. L’obiettivo è chiaro: spingere la produzione di film realizzati insieme, favorendo lo scambio di pellicole tra i due Paesi. Questo, secondo il ministero, aprirà nuove porte per registi, sceneggiatori e tecnici italiani.

Le tappe che hanno preparato il terreno

Negli ultimi anni, Italia e Cina hanno costruito un rapporto sempre più solido nel mondo dell’audiovisivo. La sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, ha ricordato come iniziative come “Italy-Country in Focus” nei grandi festival cinesi e la rassegna “Italian Screens” abbiano fatto crescere l’interesse del pubblico e della critica cinese per il cinema italiano. “Questi progetti – ha detto Borgonzoni – hanno aperto nuove opportunità di mercato per i nostri professionisti. Oggi facciamo un passo avanti su questa strada, puntando su un futuro condiviso che valorizzi il talento creativo italiano”.

Secondo i dati del ministero, negli ultimi cinque anni la presenza di film italiani nei festival cinesi è aumentata del 30%. Allo stesso tempo, sono cresciute anche le collaborazioni tra le case di produzione dei due Paesi. Solo nel 2025, tre lungometraggi italiani sono arrivati nelle sale di Pechino e Shanghai.

Oltre il cinema: cultura e distribuzione in primo piano

Nel faccia a faccia tra Giuli e Haixiong non si è parlato solo di film, ma anche di promuovere il patrimonio culturale italiano attraverso i media cinesi. Tra i temi sul tavolo, la produzione di documentari dedicati ai gemellaggi tra siti Unesco italiani e cinesi. Un percorso che potrebbe coinvolgere città come Venezia, Firenze e Xi’an.

La cooperazione riguarderà anche la distribuzione: l’accordo prevede infatti una corsia preferenziale per le opere coprodotte, facilitandone l’ingresso nei mercati dei due Paesi. Questo potrebbe portare i film italiani davanti a un pubblico potenziale di oltre un miliardo di spettatori.

Un mercato in crescita con sfide e opportunità

La Cina è oggi uno dei mercati cinematografici più grandi al mondo. Secondo l’Unesco, nel 2024 sono stati prodotti oltre 800 film, con un incasso complessivo che ha superato i 7 miliardi di dollari. L’Italia, dopo anni difficili segnati dalla pandemia e dalla concorrenza delle piattaforme digitali, punta a farsi sentire di più all’estero.

“L’accordo firmato oggi – si legge in una nota del ministero – fa parte della strategia per sostenere la promozione del cinema italiano nel mondo”. Un percorso che passa anche dalla formazione di nuove figure professionali e dalla diffusione delle storie italiane fuori dai confini nazionali.

Le voci dal set: speranze e aspettative

Tra i produttori italiani presenti a Pechino si respira ottimismo. “È una grande occasione per tutti noi”, ha detto Marco Tullio Giordana, regista alla cerimonia. “Solo lavorando insieme possiamo portare le nostre storie oltre confine”. Dall’altra parte, Shen Haixiong ha sottolineato l’interesse cinese: “L’Italia ha una tradizione unica. Siamo pronti a imparare molto”.

Ora si guarda avanti: nelle prossime settimane sono già in programma incontri tecnici tra le associazioni di categoria dei due Paesi per definire i primi progetti congiunti. Il segnale è chiaro: il dialogo tra Roma e Pechino, almeno sul grande schermo, è pronto a intensificarsi.