Il sorprendente balzo dell’indice Pmi manifatturiero tedesco: 49,1 punti oltre le attese

Il sorprendente balzo dell'indice Pmi manifatturiero tedesco: 49,1 punti oltre le attese

Il sorprendente balzo dell'indice Pmi manifatturiero tedesco: 49,1 punti oltre le attese

Giada Liguori

Febbraio 2, 2026

Berlino, 2 febbraio 2026 – L’indice Pmi manifatturiero in Germania ha sorpreso gli esperti. A gennaio, secondo i dati diffusi stamattina da S&P Global, è salito a 49,1 punti, superando le stime che lo vedevano a 48,7. Un segnale che, almeno per ora, lascia intravedere qualche spiraglio di ripresa nel settore industriale tedesco, dopo mesi di incertezza e dati altalenanti.

Pmi manifatturiero, gennaio mostra qualche segnale di vita

Il valore di gennaio, 49,1 punti, è un passo avanti rispetto ai 47 punti di dicembre 2025. Gli analisti, interpellati da Reuters e Bloomberg, si aspettavano un aumento più contenuto. “La ripresa è timida, ma c’è”, ha commentato a caldo Markus Krüger, economista della Commerzbank di Francoforte. Il dato resta però sotto la soglia dei 50 punti, che divide la contrazione dall’espansione nell’attività manifatturiera. Eppure, questo piccolo progresso è stato accolto con un cauto ottimismo dagli operatori.

Domanda interna e export: le spinte dietro il miglioramento

Secondo S&P Global, la crescita dell’indice Pmi manifatturiero tedesco deriva da una leggera ripresa della domanda interna e da qualche segnale positivo dall’export. “Abbiamo visto aumentare gli ordini soprattutto nel comparto automobilistico e meccanico”, ha spiegato Thomas Richter, responsabile delle indagini per la Germania. Non è ancora una svolta definitiva, sottolineano gli esperti, ma un primo segno che il peggio potrebbe essere alle spalle.

Mercati e imprese: reazioni tra prudenza e speranza

La notizia ha raccolto un moderato entusiasmo tra le associazioni industriali. “Il dato conferma che il settore sta provando a rialzarsi dopo un 2025 difficile”, ha detto Siegfried Russwurm, presidente della BDI (Federazione dell’Industria Tedesca). Sui mercati, il Dax di Francoforte ha aperto in lieve rialzo (+0,3% alle 9.30), mentre l’euro è rimasto stabile sul dollaro. Qualche imprenditore però invita alla cautela. “Un solo mese positivo non basta per parlare di inversione di tendenza”, ha avvertito Klaus Müller, amministratore di una media impresa metalmeccanica di Stoccarda.

Italia e Francia, la Germania resta leggermente avanti

Il risultato tedesco si inserisce in un quadro europeo ancora fragile. In Francia, l’indice Pmi manifatturiero di gennaio ha segnato 46,8 punti (dato preliminare), mentre in Italia la lettura di ieri di IHS Markit è stata di 48,2 punti. La Germania resta quindi un passo avanti rispetto ai principali partner europei, ma la distanza dalla soglia dei 50 punti è ancora netta. “La domanda globale debole pesa su tutta l’Eurozona”, spiega Bert Colijn, senior economist di ING.

Cautela sul futuro: i rischi da non sottovalutare

Gli esperti mettono in guardia dal lasciarsi prendere dall’entusiasmo. “Il miglioramento dell’indice Pmi manifatturiero è un segnale positivo, ma restano molte incognite”, avverte Krüger. Tra i rischi ci sono il rallentamento in Cina, le tensioni geopolitiche e l’inflazione ancora alta sui beni energetici. Solo una domanda interna stabile e un export più deciso potranno sostenere la crescita nei mesi a venire.

Dalla fabbrica al sindacato: tra speranza e realismo

Nelle fabbriche tedesche, la prudenza è d’obbligo. “Abbiamo visto qualche ordine in più rispetto all’autunno scorso”, racconta Michael Schuster, responsabile produzione in un’azienda tessile bavarese. “Ma i margini sono stretti e i costi restano alti”. Anche i sindacati mantengono un atteggiamento concreto: “I lavoratori vogliono certezze per il futuro”, spiega Jörg Hofmann, presidente di IG Metall.

In sintesi – anche se nessuno si sbilancia – il dato di gennaio riaccende qualche speranza nell’industria tedesca. Ma la strada verso una vera ripresa è ancora lunga e piena di ostacoli.