Kaufmann si difende in aula: ‘Io sono innocente’

Kaufmann si difende in aula: 'Io sono innocente'

Kaufmann si difende in aula: 'Io sono innocente'

Matteo Rigamonti

Febbraio 2, 2026

Roma, 2 febbraio 2026 – “Sono innocente. E i testimoni che porteranno in aula sono tutti mafiosi”. A voce bassa, ma con fermezza, Francis Ford Kaufmann ha rotto il silenzio nell’aula della Corte d’Assise di Roma, dove oggi si è svolta un’altra udienza del processo per il duplice omicidio di Villa Pamphili. L’uomo, 47 anni, è accusato di aver ucciso due persone nel parco romano nella notte tra il 14 e il 15 maggio scorso. Seduto accanto al suo avvocato, Kaufmann ha seguito la seduta in silenzio, poi un pianto improvviso ha spezzato quell’apparente calma, poco prima della sospensione. Il processo riprenderà il 9 febbraio.

Kaufmann parla e l’aula si carica di tensione

L’udienza è iniziata alle 10.30 nell’aula bunker di Rebibbia. Improvvisamente, Kaufmann ha chiesto di poter dire qualcosa. “Non c’entro nulla, non ho fatto niente”, ha detto guardando i giudici. Poi, quasi parlando a se stesso, ha aggiunto: “I testimoni? Tutti mafiosi. Non hanno motivo di dire la verità”. Il suo legale, Giovanni Rinaldi, non ha voluto commentare le parole del suo assistito, limitandosi a chiedere il rispetto della presunzione d’innocenza. In aula, i parenti delle vittime hanno ascoltato in silenzio, senza una parola.

Il processo: cosa è successo finora

Il procedimento per il duplice omicidio di Villa Pamphili è ancora nella fase iniziale. Oggi hanno testimoniato due agenti della Squadra Mobile che hanno ricostruito i primi rilievi sulla scena del crimine. Secondo loro, le vittime – Marco De Santis e Luca Ferri – sono state colpite da un oggetto contundente poco dopo la mezzanotte. “Abbiamo trovato tracce di sangue e impronte che corrispondono all’imputato”, ha detto uno degli agenti. La difesa però contesta questa versione, sostenendo che Kaufmann non si trovasse nel parco quella notte.

Sotto la lente i controlli mancati

Mentre va avanti il processo, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo – senza indagati né ipotesi di reato – sui mancati controlli a carico di Kaufmann nelle settimane prima del delitto. Dai primi accertamenti risulta che l’uomo era già noto alle forze dell’ordine per reati minori e che avrebbe dovuto essere tenuto sotto osservazione più stretta. L’avvocata Maria Teresa Manente, dell’associazione Differenza Donna, aveva presentato un esposto già a luglio: “Vogliamo capire se ci sono state omissioni che hanno permesso questa tragedia”, ha detto ai giornalisti fuori dal tribunale.

Silenzio e attesa in chiusura d’udienza

La giornata si è chiusa con poche parole e tanti sguardi bassi. I familiari delle vittime hanno lasciato l’aula senza parlare. Il difensore di Kaufmann, invece, ha ribadito la volontà di “dimostrare l’innocenza del proprio assistito”. Il processo riprenderà il 9 febbraio, quando saranno ascoltati i primi testimoni dell’accusa. Fonti vicine all’inchiesta parlano di alcuni collaboratori di giustizia tra questi.

Un caso che fa discutere Roma

Il caso Kaufmann continua a far discutere la città. Da una parte, chi chiede giustizia per le vittime e vuole pene dure. Dall’altra, chi teme un errore giudiziario e difende l’imputato. Nel frattempo, la Procura continua a indagare sui controlli mancati e sulle eventuali responsabilità delle istituzioni. Solo allora, forse, si potrà davvero capire cosa è successo quella notte a Villa Pamphili.