La sorprendente scoperta di una formica di 40 milioni di anni nell’ambra di Goethe

La sorprendente scoperta di una formica di 40 milioni di anni nell'ambra di Goethe

La sorprendente scoperta di una formica di 40 milioni di anni nell'ambra di Goethe

Matteo Rigamonti

Febbraio 2, 2026

Weimar, 2 febbraio 2026 – Una formica fossilizzata di 40 milioni di anni è stata scoperta nella collezione di ambre appartenuta a Johann Wolfgang von Goethe, conservata al Goethe National Museum di Weimar, in Germania. La scoperta è stata possibile grazie alle tecnologie di imaging avanzate del sincrotrone Desy di Amburgo ed è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports dai biologi della Friedrich Schiller University di Jena. Questo ritrovamento getta nuova luce sulla specie estinta Ctenobethylus goepperti e apre la strada a nuovi studi sui fossili conservati nelle resine baltiche.

Un tesoro nascosto nelle ambre di Goethe

La collezione di ambre baltiche di Goethe, composta da circa 40 pezzi, è rimasta a lungo un patrimonio poco esplorato dal punto di vista scientifico. Solo di recente, un gruppo guidato da Bernhard Bock e Daniel Troger dell’Università di Jena ha deciso di analizzare alcuni campioni più da vicino. Due in particolare hanno catturato l’attenzione: all’interno si intravedevano, anche se sfocati, delle inclusioni fossili. “A occhio nudo era impossibile capire cosa fossero esattamente”, ha detto Bock.

La tecnologia che svela il passato

Per andare oltre i limiti dell’osservazione tradizionale, i ricercatori hanno usato la micro-tomografia computerizzata a luce di sincrotrone al laboratorio Desy di Amburgo. Questa tecnica ha permesso di ottenere immagini 3D ad altissima risoluzione delle inclusioni, scoprendo la presenza di un moscerino dei funghi, una mosca nera e, soprattutto, una formica conservata in modo straordinario. “Abbiamo visto dettagli mai visti prima”, ha raccontato Troger. “Non solo i peli sottili sul corpo della formica, ma anche le strutture interne della testa e del torace”.

Ricostruzione digitale: un salto avanti

L’esemplare di formica, identificato come Ctenobethylus goepperti, è stato completamente digitalizzato e ricostruito in 3D. Il modello è ora disponibile online per la comunità scientifica internazionale ed è uno strumento prezioso per confronti con altri fossili simili. “Questa ricostruzione aiuterà i colleghi di tutto il mondo a riconoscere con più precisione altri esemplari della stessa specie”, ha aggiunto Troger. Un passo importante per la paleontologia degli insetti.

Scoprire come vivevano le formiche estinte

L’analisi ha permesso di mettere a confronto questa specie estinta con il genere attuale Liometopum, diffuso oggi in Nord America e nelle zone più calde d’Europa. Secondo Bock, “probabilmente queste formiche costruivano grandi nidi sugli alberi”. Questo spiegherebbe perché i loro resti si trovano così spesso nell’ambra: la resina intrappolava gli insetti che vivevano o si muovevano tra i rami.

Un patrimonio tra scienza e cultura

La scoperta non riguarda solo la biologia evolutiva, ma tocca anche la storia della scienza e della cultura europea. La collezione di Goethe, raccolta tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, testimonia l’interesse dello scrittore per le scienze naturali. Oggi, grazie alle nuove tecnologie e alla collaborazione internazionale, quei reperti tornano a raccontare storie vecchie di milioni di anni.

Cosa ci aspetta in futuro

Il lavoro dei ricercatori tedeschi apre la strada a nuove indagini sulle collezioni storiche conservate nei musei europei. “Molti reperti aspettano ancora di essere studiati con strumenti moderni”, ha spiegato Troger. Solo così potremo capire davvero la biodiversità del passato e il ruolo che questi piccoli fossili hanno avuto nell’evoluzione degli ecosistemi terrestri.