L’incredibile avventura dell’auto sul bordo del precipizio di Niscemi

L'incredibile avventura dell'auto sul bordo del precipizio di Niscemi

L'incredibile avventura dell'auto sul bordo del precipizio di Niscemi

Matteo Rigamonti

Febbraio 2, 2026

Niscemi, 2 febbraio 2026 – Un’auto sospesa nel vuoto: una Ford Fiesta blu del 2002 è diventata il simbolo della frana che ha devastato via Angelo d’Arrigo a Niscemi. La macchina, di proprietà di Marcello Di Martino, geometra comunale in pensione, è rimasta appesa dopo che il terreno ha ceduto, portandosi via metà del garage e un pezzo della strada panoramica. “L’avevo parcheggiata lì come sempre, mai avrei pensato potesse succedere una cosa del genere”, racconta Di Martino, ancora scosso. La sua casa e la vita di tutti i giorni sono state travolte dall’emergenza.

La frana improvvisa e la fuga disperata

Quel pomeriggio, poco dopo l’una e mezza, Marcello Di Martino era a casa con la moglie Cinzia. “Avevamo appena finito di pranzare”, ricorda. Improvvisamente, qualcuno ha bussato alla porta urlando: “Uscite, c’è la frana!”. Nei minuti concitati che seguirono, Di Martino ha pensato solo a mettere in salvo la moglie, che si muove con difficoltà. “L’ho messa sulla Seicento, ho preso qualche coperta e quello che avevo a portata di mano. Prima di uscire ho staccato gas e luce, sentivo un odore strano nell’aria”, spiega. Solo allora ha visto la crepa profonda che tagliava la strada davanti a casa.

Una casa persa e l’aiuto degli amici

La fuga li ha portati in una piccola casa di campagna, senza riscaldamento. “Non potevamo restare lì a lungo, Cinzia aveva bisogno di cure”, racconta Di Martino. Così hanno chiesto aiuto a un’amica di famiglia, che li ha ospitati per tre giorni. “Ha capito subito la situazione. Non era facile per nessuno”, confida. Intanto, con l’aiuto dei Vigili del Fuoco, Di Martino è riuscito a salvare poche cose: medicine, documenti e un paio di scarpe. “Non sono riuscito a prendere le foto del matrimonio né quelle di mio figlio, che vive a Roma. Mi aveva chiamato: ‘Papà, se puoi, prendi quelle di quando ero piccolo’. Ma non ce l’ho fatta”, ammette a fatica.

La Ford Fiesta sul bordo del baratro: l’immagine della tragedia

La Ford Fiesta, rimasta sospesa sul ciglio del baratro, è diventata in pochi giorni una delle immagini più viste della tragedia di Niscemi. “Ogni volta che la vedo in televisione mi si stringe il cuore”, confida Di Martino. “È stata con noi per ventiquattro anni”. L’auto – 97 mila chilometri percorsi, usata solo per viaggi fuori città – ora rischia di cadere insieme ai ricordi di una vita intera. “Prima o poi cadrà anche quella”, dice rassegnato.

Le difficoltà pratiche dopo il disastro

Oltre al dolore per la perdita della casa e degli oggetti più cari, ci sono anche i problemi di tutti i giorni. Di Martino ha contattato l’assicurazione per sospendere la polizza auto, valida fino ad agosto. “Mi hanno chiesto i documenti dell’auto. Ma come faccio a recuperarli?”, si chiede. Il figlio, da Roma, ha trovato una foto in cui si vede bene la targa della Fiesta sospesa sul precipizio: “Vediamo se può bastare”, spera il padre.

Una comunità sotto choc

Intanto, in città cresce la paura per la stabilità del terreno. La pioggia incessante delle ultime quarantotto ore ha peggiorato una situazione già fragile. Nei prossimi giorni arriverà una commissione di esperti per valutare i danni e trovare una soluzione. “Abbiamo perso tutto”, dice Di Martino. “Ma questa tragedia colpisce tante famiglie, non solo la nostra”. In via Angelo d’Arrigo restano solo macerie e silenzio – e quell’auto sospesa nel vuoto, testimone muta di una notte che Niscemi non dimenticherà.