Mercati europei in crescita: Milano guadagna lo 0,6% mentre i future americani scendono

Mercati europei in crescita: Milano guadagna lo 0,6% mentre i future americani scendono

Mercati europei in crescita: Milano guadagna lo 0,6% mentre i future americani scendono

Matteo Rigamonti

Febbraio 2, 2026

Milano, 2 febbraio 2026 – Le principali Borse europee chiudono in rialzo, mentre i mercati statunitensi mantengono un atteggiamento prudente, in attesa dei dati sull’indice manifatturiero Pmi e sugli indici Ism che arriveranno nel pomeriggio. A fare la parte del leone è stata Francoforte, con un balzo dello 0,86%, seguita da vicino da Madrid (+0,78%). Più staccate, ma comunque in territorio positivo, Milano, Londra e Parigi, tutte intorno al +0,6%. Gli operatori hanno guardato con attenzione anche ai titoli di Stato e alle materie prime, in una giornata segnata da una certa volatilità.

Spread Btp-Bund in rialzo, rendimenti a quota 3,47%

Nel dettaglio, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi a dieci anni ha toccato quota 62,2 punti base alle 17. Il rendimento del decennale italiano si è portato al 3,47%, guadagnando due punti base rispetto a ieri. Anche il Bund tedesco ha visto salire il suo rendimento, che ha raggiunto il 2,85% (+1,1 punti base). Gli esperti di Piazza Affari spiegano che questo movimento riflette sia le attese sulle mosse future della Banca Centrale Europea, sia le incertezze che pesano sull’economia europea.

Materie prime: petrolio e gas in calo, oro e argento ripartono

Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha continuato la sua discesa: il greggio Wti ha perso il 5,25%, scendendo fino a 61,78 dollari al barile. Male anche il gas naturale europeo, che ha ceduto il 12,6%, fermandosi a 34,34 euro per megawattora. A fare da contraltare, però, ci sono i metalli preziosi: l’oro ha guadagnato l’1,65%, arrivando a 4.783,21 dollari l’oncia, mentre l’argento ha chiuso in rialzo dell’1,17% a 82,82 dollari l’oncia. Sul mercato valutario, il dollaro si è rafforzato sia contro l’euro (84,48 centesimi) sia contro la sterlina (73,13 penny).

Assicurazioni e alimentari in prima linea

Gli acquisti si sono concentrati soprattutto sul settore assicurativo. In evidenza i rialzi di Beazley (+3,35%), Unipol (+3,1%), Generali (+2,76%), Talanx (+2,7%) e Aviva (+1,98%), spinta da una raccomandazione d’acquisto, oltre a Allianz (+1,85%) e Zurich (+1,65%). Bene anche il comparto alimentare e bevande: Danone ha guadagnato il 4,13%, seguita da Carlsberg (+2,86%), Nestlé (+2,75%) e Heineken (+2,3%). In controtendenza, invece, Campari ha perso lo 0,17%.

Microprocessori sempre sotto pressione

Il settore dei microprocessori continua a soffrire, dopo una seduta negativa in Asia. Secondo i dati Bloomberg delle 16:30, Asm ha perso il 3,2%, Be il 2,7%, Stm il 2% e Nordic l’1,54%. A pesare sono le preoccupazioni sulla domanda globale e le tensioni nelle catene di approvvigionamento.

Petroliferi e minerari frenano le perdite

I titoli petroliferi hanno contenuto i cali rispetto all’apertura: TotalEnergies ha chiuso a -1,24%, Bp a -0,8%, Shell a -0,62% ed Eni a -0,5%. Tra i minerari, spicca il calo di Umicore (-3,73%), mentre Fresnillo (-2%) e Antofagasta (-1%) hanno limitato le perdite.

Banche divise, Mps in rialzo, Bff crolla

Nel settore bancario le performance sono state molto diverse. In luce Mps (+2,27%), seguita da Commerzbank (+1,27%) e Santander (+1%). Più caute Unicredit (-0,67%), Lloyds (+0,55%), Bnp Paribas (+0,4%) e Intesa Sanpaolo (+0,34%), che ha pubblicato i risultati trimestrali. Pesante il tonfo di Bff Bank, che ha perso il 40% dopo il downgrade delle stime e il cambio al vertice. Fonti vicine al consiglio di amministrazione, riunito stamattina a Milano, parlano di una situazione “sotto stretta osservazione”.

In sintesi, una giornata vivace sui mercati europei, con rialzi selettivi e segnali di volatilità sulle materie prime e nel settore tecnologico. Gli investitori restano con gli occhi puntati sui dati macro Usa, in arrivo nelle prossime ore, per capire che strada prenderanno i mercati nelle settimane a venire.