Milano in corsa: Unipol, Generali e Mps spingono il mercato con un +0,78%

Milano in corsa: Unipol, Generali e Mps spingono il mercato con un +0,78%

Milano in corsa: Unipol, Generali e Mps spingono il mercato con un +0,78%

Matteo Rigamonti

Febbraio 2, 2026

Milano, 2 febbraio 2026 – Piazza Affari ha chiuso la prima metà della seduta con l’indice Ftse Mib in rialzo dello 0,78% a 45.880 punti. A spingere il mercato sono stati soprattutto i titoli delle assicurazioni e delle banche, mentre alcuni settori industriali hanno mostrato segni di cedimento. La giornata, partita con un certo prudenza, ha visto un’accelerazione degli acquisti soprattutto dopo la pubblicazione di uno studio degli analisti di Ubs sul settore assicurativo europeo.

Assicurazioni e banche in prima linea

A guidare il rialzo sono state Unipol (+3,55%) e Generali (+2,7%), spinte dal giudizio positivo degli esperti svizzeri. “Il settore ha fondamentali solidi e buone prospettive di crescita”, si legge nella nota di Ubs uscita in mattinata. L’onda positiva ha coinvolto anche altri nomi finanziari: Mps ha guadagnato il 2,7%, seguita da Bper (+2,45%), Mediolanum (+2,4%), Poste Italiane (+1,9%) e Popolare di Sondrio (+1,7%).

Nel comparto bancario, la giornata è stata segnata anche dalla pubblicazione dei risultati trimestrali di Intesa Sanpaolo, che ha chiuso in leggero rialzo dello 0,4%. “I dati confermano la solidità patrimoniale e la capacità di fare utili in un contesto ancora incerto”, ha commentato un analista di una primaria società d’investimento milanese. In recupero anche Banco Bpm (+0,8%) e Unicredit (+0,9%).

Tecnologia e industria in affanno

Non sono mancate le note stonate. Il titolo Stm ha lasciato sul terreno l’1,85%, risentendo dei timori su un possibile rallentamento degli investimenti globali nell’intelligenza artificiale. Secondo alcuni operatori, questo trend potrebbe continuare nelle prossime settimane se non arrivano segnali di ripresa dal settore tecnologico negli Stati Uniti.

In calo anche Prysmian (-1,1%) e Tenaris (-0,95%). Quest’ultima ha pagato il ribasso del petrolio, che ha fatto scendere anche Eni (-0,55%). “Il mercato teme una domanda più debole nei prossimi mesi”, ha confidato un trader della City. A fare eccezione è stata Saipem, che ha invertito la rotta chiudendo la mattinata con un +0,55%.

Bff Bank crolla dopo la revisione delle stime

La giornata è stata segnata dal forte calo di Bff Bank, che ha perso il 42,76% dopo aver rivisto al ribasso le previsioni per il 2026 e annunciato un cambio ai vertici. Una mossa che ha colto di sorpresa molti investitori e scatenato vendite pesanti fin dall’apertura. “Il mercato non si aspettava un taglio così netto”, ha ammesso un gestore sentito a metà giornata.

Spread in calo, ma rendimenti in rialzo

Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi a dieci anni è sceso a 61,8 punti base, uno dei livelli più bassi degli ultimi mesi. Però il rendimento del decennale italiano è salito al 3,46%, in aumento di 1,2 punti base rispetto alla chiusura precedente. In leggero rialzo anche il rendimento del Bund (2,85%) e quello del titolo francese (3,44%).

Secondo alcuni operatori milanesi, la discesa dello spread riflette una maggiore fiducia degli investitori stranieri nella stabilità dei conti italiani. Tuttavia, l’aumento dei rendimenti mostra che resta una certa prudenza sulle prospettive economiche dell’area euro.

Tra attese e incertezze

La giornata a Piazza Affari si è chiusa con un clima di moderato ottimismo tra gli operatori. “Il mercato guarda con attenzione ai prossimi dati economici e alle mosse delle banche centrali”, ha spiegato un broker di una grande società di intermediazione. Solo allora si capirà se questo trend positivo potrà consolidarsi o se prevarranno le incertezze legate al quadro internazionale.

In attesa di segnali da Francoforte e Washington, gli investitori rimangono concentrati sui bilanci delle società quotate e sulle prospettive dei singoli settori. Una giornata che conferma come la volatilità resti una costante sui mercati europei.