Wuhan, 2 febbraio 2026 – Anche piccole dosi di pesticidi, se prese a lungo, possono far invecchiare più in fretta i pesci e accorciare la loro vita. Questo, anche quando le quantità rispettano i limiti di legge. A dirlo è uno studio pubblicato su Science, guidato dall’Università cinese di Geoscienze di Wuhan, che ha studiato gli effetti del clorpirifos. Un pesticida vietato in Europa, ma ancora usato in Cina, in alcune zone degli Stati Uniti e altrove.
Pesticidi e pesci: cosa ha scoperto il team cinese
Il gruppo di ricerca, guidato da Kai Huang, ha seguito più di 24mila pesci in vari laghi cinesi, alcuni contaminati dal pesticida, altri no. Poi ha fatto esperimenti in laboratorio, esponendo i pesci a dosi precise di clorpirifos. Il risultato? Anche a livelli considerati “sicuri”, il pesticida fa invecchiare i pesci più in fretta. “Abbiamo visto telomeri più corti e più accumulo di lipofuscina nelle cellule”, ha spiegato Huang. I telomeri sono le “protezioni” ai capi dei cromosomi che si accorciano con l’età, mentre la lipofuscina, detta anche “pigmento dell’invecchiamento”, è una sostanza che si accumula come rifiuto nel metabolismo.
Pesci più vecchi? Ne restano pochissimi nei laghi contaminati
Nei laghi dove il pesticida è presente, i ricercatori hanno trovato pochissimi pesci anziani. Questo fa pensare che l’esposizione costante riduca la vita media degli animali. “Se spariscono i pesci più grandi e vecchi, rischia di saltare la riproduzione e si mette in crisi la stabilità delle popolazioni”, avverte il team di Wuhan. I pesci più vecchi, infatti, sono importanti per mantenere la diversità genetica e la sopravvivenza della specie. E se questa si perde, l’intero ecosistema acquatico può risentirne.
Clorpirifos: vietato in Europa, ancora usato altrove
Il clorpirifos è stato vietato in Europa dal 2020, per i suoi effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana. Però, in Cina, in alcune zone degli Stati Uniti e in altri paesi, continua ad essere usato. I dati raccolti dai ricercatori mostrano che in molti laghi cinesi il pesticida è ancora ben presente. “Bisogna rivedere le regole di sicurezza”, dicono gli scienziati, “perché spesso non si considerano gli effetti a lungo termine”.
E per l’uomo? I dubbi sulla sicurezza
Lo studio apre anche una porta sulle possibili conseguenze per la salute umana. Anche se la ricerca ha riguardato i pesci, i processi cellulari legati all’invecchiamento – come l’accorciamento dei telomeri – sono simili anche nei mammiferi. “Non possiamo escludere che chi è esposto a basse dosi di pesticidi per tanto tempo possa correre rischi simili”, ammette Huang. Gli autori chiedono quindi di rivedere le soglie di sicurezza e di fare più ricerche sugli effetti a lungo termine delle sostanze chimiche.
Verso regole più severe sui pesticidi
La pubblicazione su Science ha già acceso il dibattito tra gli esperti. Molti chiedono di aggiornare le norme, perché finora si è guardato soprattutto alla tossicità immediata, senza considerare i danni più lenti e nascosti di un’esposizione prolungata. “Solo così potremo davvero difendere gli ecosistemi acquatici e la salute pubblica”, commenta un biologo dell’Accademia delle Scienze di Pechino.
Il confronto sulle nuove regole è appena iniziato. Ma il messaggio che arriva dalla Cina è chiaro: anche le dosi considerate sicure di pesticidi possono avere effetti pesanti e duraturi sulla vita degli organismi acquatici – e forse non solo.
