Petrolio in calo in Asia: i negoziati Usa-Iran pesano sul mercato

Petrolio in calo in Asia: i negoziati Usa-Iran pesano sul mercato

Petrolio in calo in Asia: i negoziati Usa-Iran pesano sul mercato

Giada Liguori

Febbraio 2, 2026

Milano, 2 febbraio 2026 – Il prezzo del petrolio ha subito un netto calo nelle prime contrattazioni in Asia, mentre continuano i negoziati tra Stati Uniti e Iran per evitare una nuova crisi nella regione. Il presidente americano Donald Trump ha detto che un accordo potrebbe arrivare “in un paio di giorni”, anche se le tensioni restano alte dopo le recenti minacce reciproche tra Washington e Teheran.

Petrolio giù dopo le parole di Trump

Questa mattina il WTI ha perso il 3,27%, scendendo a 63,08 dollari al barile. Anche il Brent ha registrato un calo, fermandosi a 67,15 dollari, -3,13%. La reazione degli operatori è arrivata subito dopo le dichiarazioni di Trump, che domenica alla Casa Bianca ha mostrato ottimismo su una possibile intesa diplomatica: “Penso che potremo arrivare a un accordo con l’Iran molto presto, forse già nei prossimi giorni”, ha detto, lasciando intendere che la Casa Bianca punta a ridurre la tensione.

Tensioni in Medio Oriente: mercati in bilico

La situazione però è tutt’altro che tranquilla. Solo qualche ora prima, la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei aveva lanciato un avvertimento chiaro: “Ogni attacco americano scatenerà una guerra regionale”. Parole che hanno fatto tornare l’instabilità in primo piano. Gli esperti sottolineano come i prezzi oscillino proprio in base all’alternarsi di segnali diplomatici e minacce militari. “Il mercato ha paura di un’escalation, ma si aggrappa a ogni segnale di dialogo”, spiega a Reuters Janet Lee, analista energetica a Singapore.

Proteste in Iran e la risposta di Washington

A complicare il quadro ci sono state le grandi proteste che hanno attraversato l’Iran lo scorso dicembre. Il governo di Teheran ha risposto con durezza, con centinaia di arresti e diversi morti, secondo fonti locali. Di fronte a questa situazione, Trump ha minacciato l’uso della forza e ha ordinato l’invio di una portaerei nel Golfo Persico. Una mossa che, secondo fonti del Pentagono, serve a “proteggere gli interessi americani nella zona”.

Mercati globali in allerta

Il calo del petrolio arriva in un momento già segnato da molte incertezze geopolitiche e timori sulla stabilità del Medio Oriente. Gli investitori seguono con attenzione ogni sviluppo nei negoziati. “Ogni passo avanti può calmare un po’ i prezzi”, osserva Marco Gatti, responsabile trading materie prime per una banca di Milano. Ma il rischio di una nuova escalation resta dietro l’angolo. Solo se la tensione scenderà, i prezzi potranno tornare a salire.

Ore decisive per il dialogo tra Usa e Iran

Secondo fonti europee, le delegazioni americana e iraniana si sarebbero incontrate ieri sera a Ginevra per un nuovo round di colloqui riservati. Nessuna conferma ufficiale dai governi, ma chi conosce il dossier parla di un “clima costruttivo”. Intanto, a Teheran, la gente segue con ansia gli sviluppi. “Speriamo che non scoppi la guerra”, racconta Amir Hosseini, commerciante nel bazar del centro.

Diplomazia e minacce: l’equilibrio resta fragile

In questo contesto, il prezzo del petrolio resta il termometro più immediato delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Le prossime 48 ore saranno decisive per capire se prevarrà la strada del dialogo o se nuove provocazioni riporteranno lo scontro aperto. Per ora i mercati puntano a una tregua, ma la situazione è in continuo movimento. E ogni parola dei leader può ribaltare tutto in un attimo.