Milano, 2 febbraio 2026 – Le Borse europee hanno chiuso in rialzo, nonostante un avvio incerto di Wall Street, che aveva fatto pensare a una giornata più cauta per gli investitori. A fine seduta, Francoforte ha guadagnato lo 0,96%, Parigi lo 0,91% e Londra l’1%. Anche Milano si è allineata, con il Ftse Mib in crescita dell’1%, spinto soprattutto dagli acquisti sui titoli finanziari.
Piazza Affari: i finanziari fanno la differenza
A Piazza Affari, la giornata è stata dominata dai titoli del settore finanziario. In testa ai rialzi c’è stata Unipol, che ha messo a segno un +3,17%. Dietro di lei, Bper e Mps hanno segnato un +2,87%. Bene anche Mediolanum (+2,83%), Generali (+2,76%) e Poste Italiane (+2,43%). Più contenuta la performance di Intesa Sanpaolo, che ha chiuso a +0,57% dopo aver presentato i risultati trimestrali e il nuovo piano industriale. Il CEO Carlo Messina, durante la conference call con gli analisti, ha ribadito: “Abbiamo confermato la solidità della banca e la volontà di proseguire sulla strada della crescita sostenibile”.
Settore chip in difficoltà, crolla Bff Bank
Non tutte le notizie sono positive. In fondo al listino principale c’è stata la flessione di StMicroelectronics (Stm), che ha perso l’1,17% in una giornata negativa per i semiconduttori. Gli operatori dicono che il settore sta pagando le preoccupazioni sulla domanda globale e le tensioni nelle forniture. Fuori dal paniere principale, invece, ha fatto scalpore il crollo di Bff Bank, che ha perso il 39,55% dopo aver rivisto al ribasso i target finanziari e annunciato un cambio ai vertici. La società ha spiegato in una nota diffusa nel primo pomeriggio: “La revisione delle stime si è resa necessaria per l’evoluzione del contesto macroeconomico”.
Materie prime: oro e argento altalenanti, petrolio giù
La volatilità sulle materie prime resta alta. L’oro, che nelle settimane scorse aveva raggiunto i massimi, oggi ha invertito la tendenza e ha chiuso in rialzo dell’1,1% a 4.769 dollari l’oncia. L’argento invece ha perso lo 0,69%, scendendo a 81,3 dollari. Gli analisti collegano queste oscillazioni sia alle attese sui tassi d’interesse sia alle tensioni geopolitiche che continuano a influenzare i mercati.
Sul fronte energia, il prezzo del petrolio è sceso del 4,4%. Il calo è arrivato dopo le parole del presidente statunitense Donald Trump, che durante una conferenza stampa a Washington ha detto che sono in corso negoziati con l’Iran. “Stiamo lavorando per trovare un’intesa che porti stabilità nella regione”, ha dichiarato Trump alla Casa Bianca. Le sue affermazioni hanno subito fatto scendere le quotazioni del greggio.
Valute: euro in affanno sul dollaro
Sul mercato valutario, il dollaro ha guadagnato terreno rispetto all’euro. La moneta unica è stata scambiata a 1,1826 dollari nel tardo pomeriggio, secondo i dati delle principali piattaforme di trading. Gli operatori spiegano il movimento con l’attesa dei prossimi dati macroeconomici Usa e le incertezze sulla politica della Banca Centrale Europea.
Il punto degli operatori: prudenza in vista
Gli investitori restano cauti. “Il clima è incerto: da un lato ci sono i segnali positivi dai risultati delle aziende, dall’altro le incognite geopolitiche e la volatilità delle materie prime”, ha raccontato a alanews.it un gestore milanese poco dopo la chiusura dei mercati. Solo nelle prossime settimane si capirà se il trend positivo delle borse europee potrà continuare o se prevarranno le tensioni internazionali e i timori per la crescita globale.
