Assoreti: come il patrimonio è raddoppiato in 10 anni superando i mille miliardi

Assoreti: come il patrimonio è raddoppiato in 10 anni superando i mille miliardi

Assoreti: come il patrimonio è raddoppiato in 10 anni superando i mille miliardi

Giada Liguori

Marzo 3, 2026

Milano, 3 marzo 2026 – Nel 2025 il patrimonio totale gestito dalle banche-reti associate ad Assoreti ha superato quota 1.007 miliardi di euro. Un vero raddoppio rispetto ai 434 miliardi di dieci anni fa. I dati diffusi dall’associazione non raccontano solo una crescita: mostrano anche come le famiglie italiane stiano cambiando il loro rapporto con la consulenza finanziaria.

Patrimonio in crescita e nuovi volti del settore

Negli ultimi dieci anni, il patrimonio sotto consulenza è aumentato in media dell’8,4% all’anno. Un ritmo che, secondo gli esperti, è cinque volte più alto rispetto a quello degli altri attori del mercato del risparmio. Oggi le banche-reti detengono il 24,8% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. Nel 2015 quella quota si fermava al 14,5%. Un balzo di oltre dieci punti percentuali che, per Assoreti, segna “un cambiamento profondo nelle abitudini di investimento”.

Non è solo una questione di numeri. Dietro questa crescita c’è anche un’opportunità per i giovani: nel 2025, il 57,5% dei nuovi consulenti finanziari aveva meno di 35 anni. Dieci anni prima la percentuale era poco sopra il 25%. “È un segnale importante – ha spiegato Paolo Molesini, presidente di Assoreti – perché dimostra che il settore riesce ad attirare giovani talenti e a offrire carriere concrete”.

Più risparmiatori, più consapevolezza

Il dato più rilevante riguarda però il numero di risparmiatori che scelgono le banche-reti: sono 5,4 milioni, circa 1,7 milioni in più rispetto al 2015. Un aumento del 46,9% che, secondo chi opera nel settore, riflette la crescente richiesta di consulenza su misura. “Oggi il cliente vuole soluzioni personalizzate, non più prodotti standard”, ha raccontato un consulente milanese incontrato ieri in Piazza Affari.

Nel 2025 la raccolta netta annua ha raggiunto il record di 60,8 miliardi di euro. Tra il 2021 e il 2025 la raccolta complessiva ha superato i 258 miliardi, con una media di 52 miliardi all’anno. Di queste risorse, oltre il 92% è finito negli investimenti: un segnale chiaro che si riflette nella composizione del patrimonio.

Investimenti e liquidità: cosa cambia nelle scelte

Al 31 dicembre 2025, il 61,9% delle masse gestite dalle banche-reti era destinato al risparmio gestito. I titoli pesavano per il 24,6%, mentre la liquidità – quella necessaria per le spese quotidiane – si fermava al 13,5%. Un dato che colpisce se confrontato con la liquidità detenuta da altri intermediari, dove è circa tripla.

“Il risparmiatore italiano sta imparando a diversificare e a investire con più attenzione”, spiega una fonte di Assoreti. “La liquidità serve per far fronte agli imprevisti, ma cresce la voglia di mettere a frutto i propri soldi”.

Verso un futuro di consulenza più accessibile

La crescita delle banche-reti sembra destinata a continuare. Gli operatori sottolineano come la digitalizzazione e l’innovazione nei servizi stiano rendendo la consulenza più facile da raggiungere anche per i piccoli risparmiatori. “Il vero salto – ammette Molesini – sarà riuscire a coinvolgere anche chi oggi lascia i soldi fermi sul conto corrente”.

In un’economia ancora incerta, con tassi variabili e mercati volatili, la domanda di consulenza qualificata sembra destinata a crescere. Ma, come ricordano gli esperti, “la vera sfida sarà mantenere alta la qualità del servizio e continuare a formare nuove generazioni di consulenti”.

Solo così – tra numeri e persone – potremo capire se questa crescita è davvero un punto di svolta per il risparmio italiano.