Tokyo, 3 marzo 2026 – Le Borse asiatiche hanno chiuso la giornata con pesanti cali, segnando uno dei peggiori momenti degli ultimi mesi. A far tremare i mercati sono state le crescenti tensioni in Medio Oriente, dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran. L’indice Msci Asia Pacifico ha perso il 2,8%, il peggior risultato in due giorni. Intanto, la chiusura dello stretto di Hormuz ha acceso ulteriori allarmi su petrolio e gas.
Crollano le Borse asiatiche: Tokyo in testa
A trascinare la discesa è stata Tokyo, che ha chiuso con un calo del 3,06%. Un ribasso che mancava da settimane e che ha sorpreso molti operatori. In sala contrattazioni, poco dopo le 15 locali, l’atmosfera era tesa. “Non si vedeva un’ondata di vendite così forte da tempo”, ha raccontato un trader di Nomura. Anche Seul ha subito un tonfo pesante, chiudendo a -7,2%. Le piazze cinesi non sono state risparmiate: Hong Kong ha perso l’1,1%, Shanghai l’1,4%, e Shenzhen il 3,2%. In India, l’indice di Mumbai ha ceduto l’1,2%.
Medio Oriente e materie prime: il nodo dello stretto di Hormuz
Al centro dell’attenzione resta lo stretto di Hormuz, una via cruciale per il passaggio di petrolio e gas nel mondo. La chiusura parziale avvenuta nella notte tra domenica e lunedì ha subito fatto salire i prezzi delle materie prime energetiche. “Ogni blocco in quella zona si ripercuote immediatamente sui prezzi e sull’umore dei mercati”, ha spiegato un analista di JP Morgan Asia. Le tensioni tra Washington, Tel Aviv e Teheran stanno riaccendendo i timori di una crisi energetica globale.
Yen in affanno, euro stabile
Sul fronte delle valute, lo yen giapponese si è indebolito rispetto al dollaro, scambiando a quota 157,20. Invece, il cambio con l’euro è rimasto stabile, intorno a 183,40. A Tokyo, gli operatori spiegano che la debolezza dello yen è legata sia alle incertezze internazionali, sia alle attese sulle prossime mosse della Banca centrale giapponese. “Il mercato teme nuove turbolenze”, ha ammesso un gestore di fondi locale.
Gli investitori in allerta
Ora gli investitori asiatici tengono d’occhio le prossime decisioni delle banche centrali e i possibili sviluppi diplomatici. Molti temono che un’escalation in Medio Oriente possa avere effetti duraturi sull’economia mondiale. “La volatilità potrebbe continuare anche nei prossimi giorni”, ha detto un economista della Bank of China. Nel frattempo, le autorità finanziarie dei principali Paesi asiatici stanno monitorando da vicino la situazione. A Tokyo, la Banca centrale ha convocato una riunione straordinaria per valutare possibili interventi.
Effetti a catena: Europa e Stati Uniti in guardia
Il crollo delle Borse asiatiche potrebbe influenzare anche i mercati europei e americani. Gli operatori si preparano a una giornata difficile a Milano, Francoforte e Londra. “Le tensioni geopolitiche non si fermano ai confini”, ha osservato un broker londinese contattato poco prima dell’apertura europea. Sarà nelle prossime ore che si capirà se la tempesta asiatica travolgerà anche l’Occidente.
In attesa di sviluppi dal Medio Oriente e dalle decisioni delle banche centrali, tutti gli occhi sono puntati su petrolio, gas e valute. Tra numeri rossi e telefoni che non smettono di squillare, molti operatori difficilmente dimenticheranno questa giornata.
