Borsa asiatica in ribasso: l’impatto dell’attacco all’Iran

Borsa asiatica in ribasso: l'impatto dell'attacco all'Iran

Borsa asiatica in ribasso: l'impatto dell'attacco all'Iran

Giada Liguori

Marzo 3, 2026

Tokyo, 3 marzo 2026 – Le Borse asiatiche hanno chiuso oggi in forte calo, dopo l’attacco militare congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran nel weekend. I mercati hanno reagito subito, spaventati dalle possibili conseguenze sul commercio mondiale, soprattutto per il rischio di una chiusura dello stretto di Hormuz, punto chiave per il passaggio del petrolio.

Mercati in allarme per le tensioni geopolitiche

La notizia dell’attacco, arrivata nella notte tra sabato e domenica, ha fatto tremare le principali piazze finanziarie asiatiche. A Tokyo la seduta si è chiusa con un calo dell’1,35%. Gli operatori hanno seguito con attenzione gli sviluppi in Medio Oriente. “C’è molta preoccupazione per la tenuta delle rotte commerciali”, ha detto un analista di Nomura Securities contattato alle 9.30 del mattino. Anche le altre Borse hanno registrato perdite: Hong Kong ha lasciato sul terreno il 2% a metà giornata, Shenzhen ha perso lo 0,6%. Male pure Seul (-1%) e Mumbai (-1,8%), secondo i dati ufficiali.

Il rischio blocco dello stretto di Hormuz fa volare il petrolio

Al centro delle paure degli investitori c’è lo stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Le prime informazioni parlano di traffico navale rallentato e di alcune compagnie che hanno già sospeso le spedizioni. “Non si può escludere un blocco totale”, ha ammesso un funzionario della Japan External Trade Organization. Il mercato petrolifero ha subito reagito: il prezzo del greggio Brent è salito oltre i 93 dollari al barile nelle contrattazioni asiatiche, con un aumento di oltre il 4% rispetto alla chiusura di venerdì.

Yen in calo e mercati valutari agitati

Sui mercati valutari, lo yen ha continuato a perdere terreno sul dollaro, scendendo fino a 156,80, un livello che non si vedeva da settimane. “Gli investitori cercano rifugi più sicuri”, ha spiegato un operatore della Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ. Sul fronte euro-yen, invece, la valuta giapponese è rimasta stabile poco sopra 184. La volatilità resta alta: secondo Bloomberg, nelle prime ore del mattino sono aumentati gli scambi su opzioni e futures legati alle principali valute asiatiche.

Shanghai fa eccezione e chiude in rialzo

In un contesto dominato dai segni meno, la Borsa di Shanghai ha chiuso invece in positivo, con un +0,5%. Gli operatori locali attribuiscono questo andamento agli acquisti da parte di investitori istituzionali e ad alcune misure governative per sostenere l’economia interna. “La Cina sembra essere meno colpita dagli shock geopolitici esterni”, ha osservato un gestore di fondi di Pechino.

Mercati guardano con cautela al futuro

Gli esperti restano prudenti sulle prospettive per i mercati asiatici nelle prossime settimane. “Tutto dipenderà da come si evolverà la crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran”, ha commentato un economista di HSBC Asia-Pacific. C’è chi teme che una lunga instabilità nello stretto di Hormuz possa avere ripercussioni dure su inflazione e crescita globale. Altri ricordano come oggi le reazioni dei mercati siano quasi immediate.

Intanto, nelle sale operative di Tokyo e Hong Kong si respira ancora tensione. “Non è il momento di correre rischi inutili”, ha confidato un trader giapponese poco dopo la chiusura. Ma tra monitor accesi e telefonate incalzanti, qualcuno già punta ai dati economici in arrivo nei prossimi giorni. Solo allora si potrà capire se la tempesta sui mercati asiatici sarà passata o se siamo all’inizio di una fase più difficile.