Milano, 3 marzo 2026 – L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele nella notte tra domenica e lunedì ha scosso i mercati finanziari europei. Le borse hanno reagito subito, con vendite pesanti che hanno colpito soprattutto il lusso, le compagnie aeree e il turismo. Al contrario, il settore energia ha guadagnato terreno, spinto dal rialzo di petrolio e gas dopo la chiusura dello stretto di Hormuz.
Lusso ko: Richemont e Kering trascinano i ribassi
Il settore del lusso ha pagato da subito il conto più salato. Gli investitori hanno cominciato a vendere senza sosta, preoccupati per i mercati asiatici e il possibile calo della domanda globale. Richemont ha perso il 6%, seguita da Swatch (-4,9%), Kering (-3,7%) e Lvmh (-3,5%). “C’è molta incertezza, soprattutto sulla tenuta dei consumi in Cina e Medio Oriente”, ha spiegato un analista di una grande banca milanese. Nel pomeriggio le vendite hanno rallentato un po’, ma la pressione è rimasta alta fino alla chiusura.
Turismo e voli in crisi dopo la chiusura dello stretto di Hormuz
Il turismo (-2,9%) e le compagnie aeree (-3,7%) hanno subito un duro colpo. Le restrizioni ai voli e i costi energetici in aumento hanno pesato sulle azioni. Tra le peggiori, Lufthansa ha lasciato sul campo il 6%, easyJet ha ceduto il 3,4% e Ryanair il 2,3%. “L’incertezza geopolitica colpisce subito le prenotazioni e fa salire i costi”, ha raccontato un dirigente del settore aereo. Gli operatori temono che la situazione possa durare, con conseguenze su rotte e prezzi dei biglietti.
Energia e difesa in rialzo: Leonardo brilla in Borsa
In controtendenza con il resto del mercato, il settore energia ha chiuso in rialzo del 3,2%, grazie all’impennata dei prezzi di petrolio e gas. La chiusura dello stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico mondiale, ha fatto salire la tensione sui mercati delle materie prime. “Il rischio di blocchi nelle forniture spinge gli acquisti sulle società utility”, ha detto un trader della City. Anche la difesa (+0,6%) ha guadagnato terreno. Tra i titoli in luce, Bae Systems (+6%), Leonardo (+4%), Rheinmetall (+2,2%) e Saab (+1,1%).
Gli investitori restano in allerta
Le prime valutazioni indicano che la volatilità potrebbe continuare nei prossimi giorni. “Gli investitori cercano rifugio nei settori più sicuri”, ha osservato un gestore di fondi di Londra. L’attenzione è alta sulle evoluzioni della crisi in Medio Oriente e sulle conseguenze per inflazione e crescita europea. In Borsa, gli occhi sono puntati anche sulle mosse delle banche centrali: un rialzo prolungato dei prezzi energetici potrebbe complicare i piani della BCE contro l’inflazione.
Crisi aperta, mercati in attesa
La situazione resta incerta e in evoluzione. Fonti diplomatiche europee non escludono nuovi sviluppi nelle prossime ore. Nel frattempo, i mercati aspettano segnali dalle capitali più importanti del mondo. Solo allora si capirà se questa scossa sarà solo passeggera o l’inizio di un periodo più difficile per l’economia globale.
