Duferco: un’impennata del 46% nei ricavi, raggiunti 26,9 miliardi di dollari

Duferco: un'impennata del 46% nei ricavi, raggiunti 26,9 miliardi di dollari

Duferco: un'impennata del 46% nei ricavi, raggiunti 26,9 miliardi di dollari

Giada Liguori

Marzo 3, 2026

Milano, 3 marzo 2026 – Duferco chiude il 2025 con un balzo del 46% nei ricavi, che toccano i 26,9 miliardi di dollari (circa 23 miliardi di euro). Il merito va soprattutto alle attività siderurgiche e al settore energia. A emergere dal bilancio approvato in questi giorni è però anche un dato meno positivo: l’utile netto consolidato scende da 152,4 a 86,8 milioni di dollari (74 milioni di euro). Una flessione che l’azienda spiega con la “normalizzazione del mercato energetico” e le “difficoltà ancora presenti nei mercati siderurgici”.

Duferco: bilancio solido ma segnali contrastanti

Il presidente Antonio Gozzi parla di un bilancio “solido”. Il gruppo conta su un capitale circolante netto superiore a 1,02 miliardi di dollari (870 milioni di euro). L’indebitamento finanziario supera i 1,09 miliardi di dollari (930 milioni di euro), mentre la liquidità disponibile si attesta a 690 milioni di dollari (590 milioni di euro). La posizione finanziaria netta si ferma a 405 milioni di dollari (345 milioni di euro).

“Il 2025 è stato un anno complicato”, ha spiegato Gozzi in una nota diffusa stamattina. “La volatilità dei mercati energetici e le incertezze geopolitiche hanno rappresentato una sfida continua”. Nonostante tutto, ha aggiunto, “siamo riusciti a rafforzare la nostra presenza globale e a consolidare le linee principali del nostro business”.

Energia e acciaio: due strade diverse

Le due anime del gruppo, siderurgia ed energia, hanno avuto andamenti differenti. La divisione energia ha beneficiato della ripresa dei volumi e di una crescita nel trading. Il settore siderurgico, invece, ha risentito della domanda debole e della pressione sui prezzi. “Il laminatoio di San Zeno, a Brescia, ha registrato ottime performance tecniche”, ha detto Gozzi. “Questo ha portato vantaggi sia sui costi sia sulla qualità del servizio”. Un segnale chiaro dell’importanza degli investimenti industriali sul territorio.

Guardando avanti, Duferco prevede una “ripresa della domanda di acciaio dell’1,3% a livello globale e del 3,2% in Europa”. Sono numeri incoraggianti dopo un periodo di incertezze e rallentamenti. Sul fronte energia, il gruppo punta a espandere il trading internazionale, sviluppare le rinnovabili e i sistemi di accumulo. “Vogliamo continuare a crescere”, ha detto Gozzi, “rafforzando la piattaforma Matrix in Brasile e ampliando il portafoglio retail in Italia”.

Un gruppo globale con solide basi

Duferco resta uno dei protagonisti nel panorama industriale europeo. È presente in oltre 30 Paesi e dà lavoro a circa 2.500 persone tra Europa, Americhe e Asia. Nel 2025, la crescita dei ricavi è stata spinta soprattutto dalle attività internazionali. In particolare la divisione energia ha visto un aumento dei volumi gestiti e una maggiore varietà nelle fonti.

“Abbiamo lavorato in un contesto difficile”, ha raccontato un dirigente del gruppo durante una call con gli analisti, “ma la nostra solidità patrimoniale ci dà fiducia per il futuro”. Un riferimento anche alla liquidità, quasi 600 milioni di euro, pronti per nuovi investimenti o per far fronte a eventuali shock di mercato.

Sfide e opportunità per il 2026

Per il 2026 Duferco si prepara a un altro anno incerto, ma con segnali incoraggianti dalla domanda industriale. L’obiettivo è rafforzare la presenza nei mercati chiave e puntare su innovazione e sostenibilità. “Vogliamo crescere in modo equilibrato”, ha concluso Gozzi, “migliorando l’efficienza e cogliendo nuove opportunità nei settori strategici”.

In attesa dei prossimi dati trimestrali, il gruppo mantiene un atteggiamento prudente ma deciso a svilupparsi. Tutti gli occhi restano puntati sull’andamento dei mercati globali dell’acciaio e dell’energia: solo allora si capirà se le previsioni ottimistiche si tradurranno in numeri concreti.