Euro in discesa: scambiato a 1,1669 dollari

Euro in discesa: scambiato a 1,1669 dollari

Euro in discesa: scambiato a 1,1669 dollari

Giada Liguori

Marzo 3, 2026

Milano, 3 marzo 2026 – L’euro apre la settimana in leggero calo sui mercati valutari internazionali, scambiando questa mattina a 1,1669 dollari, con una flessione dello 0,16% rispetto a venerdì, e a 183,4700 yen, in calo dello 0,27%. Nelle prime ore di contrattazione tra Asia ed Europa, si è vista una certa prudenza tra gli investitori, ancora alle prese con i segnali che arrivano dalla Banca Centrale Europea e dalla Federal Reserve americana.

Euro in ribasso: i dati della mattina

Alle 9.30 ora italiana, la moneta unica europea mostrava debolezza contro le valute principali. Il cambio con il dollaro si è fermato a 1,1669, giù dello 0,16% rispetto alla chiusura di venerdì. Contro lo yen, l’euro ha perso lo 0,27%, scendendo a 183,4700. Gli operatori hanno parlato di una volatilità contenuta, ma la tendenza al ribasso è emersa fin dall’apertura.

Un trader di una grande banca milanese, che ha preferito restare anonimo, ha spiegato: “Il mercato sta ancora assorbendo i dati economici usciti venerdì in Europa e negli Stati Uniti. L’incertezza sulle prossime mosse delle banche centrali pesa sulle scelte degli investitori”. La settimana parte senza grandi dati economici, ma con l’attenzione puntata sulle prossime dichiarazioni di BCE e Fed.

Perché l’euro scende?

Gli esperti collegano il calo dell’euro a diversi motivi. Da una parte, alcuni indicatori economici europei sono risultati sotto le aspettative, soprattutto quelli sulla produzione industriale tedesca, indebolendo le speranze di una ripresa solida nell’area euro. Dall’altra, il dollaro si è rafforzato dopo che alcuni membri della Federal Reserve hanno lasciato capire che i tassi d’interesse negli Usa potrebbero restare alti più a lungo.

Il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato americani e quelli europei continua a favorire il dollaro”, ha commentato Marco Ferri, analista di Intesa Sanpaolo. “Finché la BCE non darà segnali chiari su un possibile taglio dei tassi, l’euro resterà sotto pressione”. Questa tendenza si è vista anche negli ultimi giorni: la moneta unica ha perso terreno non solo contro dollaro e yen, ma anche rispetto alla sterlina.

Cosa succede ai mercati e come reagiscono gli operatori

La discesa dell’euro si riflette anche sulle borse europee, che hanno aperto la giornata con prudenza. A Piazza Affari, il Ftse Mib è partito poco mosso, mentre Francoforte e Parigi hanno registrato variazioni minime. Gli operatori sottolineano che il cambio euro-dollaro resta un punto di riferimento importante per le aziende esportatrici e il turismo.

Un euro più debole può aiutare le esportazioni europee, ma allo stesso tempo fa salire il costo delle materie prime importate”, ha spiegato un responsabile commerciale di una società lombarda nel settore manifatturiero. “Per ora non ci sono segnali di allarme, ma seguiamo con attenzione l’andamento del cambio”.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Gli occhi restano puntati sulle prossime mosse della Banca Centrale Europea. Mercoledì, Christine Lagarde parlerà a Bruxelles davanti alla commissione economica del Parlamento europeo: tutti aspettano indicazioni sulle tempistiche di un possibile allentamento monetario. Intanto, dagli Stati Uniti sono attesi nuovi dati su lavoro e inflazione.

Secondo un sondaggio tra gli operatori raccolto da Bloomberg, il cambio euro-dollaro potrebbe restare tra 1,16 e 1,18 nelle prossime settimane, a meno di sorprese dai dati economici o dalle dichiarazioni delle banche centrali. “Il mercato resta cauto, nessuno vuole esporsi troppo in questa fase”, ha confidato un gestore di fondi londinese.

In sintesi, anche se l’euro ha iniziato la giornata in calo, la situazione resta incerta e dipende dalle decisioni delle autorità monetarie. Gli operatori invitano alla prudenza: “Serve pazienza, la volatilità potrebbe crescere nei prossimi giorni”, ha concluso Ferri.