Amsterdam, 3 marzo 2026 – Nel primo giorno di contrattazioni dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele in Iran, il prezzo del future sul metano con consegna ad aprile è schizzato alle stelle. La chiusura ad Amsterdam ha segnato un balzo del 39%, toccando quota 44,5 euro al Megawattora. Un livello che non si vedeva da oltre tre anni, con un picco intraday arrivato addirittura a 49 euro, richiamando alla memoria i picchi di ottobre 2022.
Mercati sotto choc: il gas vola alle stelle
La mattinata è partita con tensioni già alle stelle sui mercati europei dell’energia. Appena aperte le contrattazioni alle 8:00, i trader si sono fatti prendere dal panico: sulle principali piattaforme di trading, a cominciare da ICE Endex, i prezzi sono volati in doppia cifra in pochi minuti. “C’è ovviamente una componente emotiva, ma la paura per la sicurezza delle forniture è più che giustificata”, ha commentato un analista di una grande banca d’affari londinese.
QatarEnergy ferma la produzione, è allarme
Il pomeriggio ha portato un’altra brutta notizia. Intorno alle 13:30, QatarEnergy ha annunciato la sospensione della produzione di gas naturale liquefatto e derivati nel sito di Ras Laffan. Parliamo del più grande impianto al mondo per il GNL, da cui ogni giorno partono ingenti quantità destinate soprattutto a Europa e Asia. La causa? “Danni agli impianti causati dagli attacchi militari”, si legge nella nota, senza però indicare quando si potrà tornare alla normalità. “Stiamo valutando i danni e lavorando per garantire la sicurezza”, hanno aggiunto nel comunicato diffuso nel primo pomeriggio.
Il ricordo del 2022: Europa ancora in bilico
Il livello raggiunto oggi dal future sul metano non si vedeva dall’autunno 2022, quando la guerra in Ucraina aveva fatto schizzare i prezzi a livelli record. All’epoca, con le forniture russe drasticamente ridotte, l’Europa aveva dovuto correre ai ripari puntando su fonti alternative, tra cui proprio il GNL qatariota. Ora, con lo stop a Ras Laffan, torna il rischio di una nuova corsa al gas. “L’Europa rischia di trovarsi esposta di nuovo”, ha ammesso un funzionario della Commissione Ue contattato da alanews.it. “Le scorte sono buone, ma la volatilità resta alta”.
I mercati reagiscono, ma guardano al futuro
Nel pomeriggio, mentre le notizie dal Medio Oriente si susseguivano, le principali utility europee hanno visto crescere i volumi di scambio. A Piazza Affari, titoli come Eni e Snam hanno chiuso in rialzo, spinte dalle aspettative di nuovi aumenti dei prezzi dell’energia. Gli operatori restano però cauti. “Tutto dipenderà da quanto in fretta QatarEnergy riuscirà a riprendere la produzione”, spiega un trader milanese. Nel frattempo, i dati ICE Endex mostrano che il prezzo medio del gas in Europa ha superato oggi per la prima volta dal gennaio 2023 i 40 euro al Megawattora.
Bollette sotto osservazione, l’allarme dei consumatori
Per ora, gli effetti sulle bollette non si vedono ancora. Ma le associazioni dei consumatori sono in allarme: se lo stop alla produzione qatariota si prolungasse, si rischiano nuovi aumenti per famiglie e imprese già piegate dall’inflazione energetica degli ultimi anni. “Serve una risposta comune a livello europeo”, ha detto il presidente di Altroconsumo. Nel frattempo, i governi tengono d’occhio la situazione: il ministro dell’Ambiente italiano ha già convocato per domani un tavolo tecnico con le principali aziende del settore.
La giornata si chiude tra incertezze e tensioni sui mercati energetici internazionali. Solo nelle prossime ore, forse giorni, si potrà capire davvero l’impatto di questi eventi su prezzi del gas, forniture e sicurezza degli approvvigionamenti europei.
