Il gas continua a volare: +40% e raggiunge i 45 euro al Megawattora

Il gas continua a volare: +40% e raggiunge i 45 euro al Megawattora

Il gas continua a volare: +40% e raggiunge i 45 euro al Megawattora

Giada Liguori

Marzo 3, 2026

Milano, 3 marzo 2026 – Il prezzo del gas ha fatto un balzo senza precedenti questa mattina sul mercato di Amsterdam, salendo del 40% e toccando i 45 euro al Megawattora per le consegne di aprile. Il salto, evidente fin dall’apertura degli scambi, arriva il giorno dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele in Iran, che ha subito riacceso le tensioni sui mercati energetici europei e mondiali.

Gas naturale in forte rialzo dopo l’attacco in Iran

Il future sul metano con scadenza ad aprile ha aperto la seduta con un’impennata, superando i picchi registrati nelle recenti crisi. Gli operatori della Borsa TTF di Amsterdam, riferimento principale per il prezzo del gas in Europa, hanno già visto un volume di scambi superiore alla media a partire dalle 8:30. “La reazione è stata immediata, tutti aspettavano una risposta dai mercati dopo le notizie arrivate da Teheran”, ha raccontato un trader della City, che ha preferito restare anonimo.

Gli esperti di Bloomberg e Reuters collegano il rialzo alla paura di una possibile interruzione delle forniture dal Medio Oriente, zona chiave per il transito di gas e petrolio. “Non si tratta solo della disponibilità a breve termine, ma soprattutto delle aspettative per le prossime settimane”, ha spiegato Marco Ferri, esperto di materie prime di Intesa Sanpaolo.

Petrolio in crescita: Brent oltre i 71 dollari

Non è solo il gas a salire. Anche il prezzo del petrolio ha messo il turbo: il Brent è cresciuto del 7%, arrivando a 71,6 dollari al barile. Secondo le prime stime, questo aumento potrebbe tradursi in rincari alla pompa già nei prossimi giorni. “Il mercato teme che la tensione si allarghi coinvolgendo altri Paesi produttori”, ha spiegato un analista di Goldman Sachs.

Le tensioni geopolitiche spingono molti investitori a puntare sulle materie prime, viste come rifugi sicuri in tempi incerti. “Quando succedono eventi come questo, la reazione è quasi automatica: si cerca sicurezza nelle commodity energetiche”, ha aggiunto Ferri.

L’Europa in allerta per il gas

L’aumento dei prezzi del gas naturale preoccupa soprattutto i Paesi europei, ancora alle prese con la diversificazione delle fonti dopo la crisi in Ucraina. Secondo Eurostat, nel 2025 l’Unione Europea ha importato circa il 12% del suo fabbisogno energetico dall’Iran e dai Paesi vicini. “Siamo in un momento delicato: ogni scossa geopolitica si riflette subito sulle bollette”, ha ammesso ieri sera il ministro dell’Energia Gilberto Pichetto Fratin.

Le aziende italiane ad alto consumo energetico stanno seguendo la situazione con attenzione. “Abbiamo già visto cosa può succedere quando i prezzi schizzano così in fretta: rischiamo un effetto domino su tutta la filiera produttiva”, ha confidato un dirigente di Confindustria Energia. In alcune zone del Nord, come Lombardia e Veneto, le associazioni dei consumatori hanno chiesto al governo interventi urgenti per contenere possibili rincari.

Mercati in tensione, consumatori sotto pressione

La giornata sui mercati finanziari europei è cominciata con segnali di nervosismo: Piazza Affari ha perso lo 0,8% nelle prime contrattazioni, mentre Francoforte e Parigi hanno registrato cali simili. Gli operatori temono che il rialzo delle materie prime possa spingere l’inflazione ancora più in alto. “Se questa tendenza continua, dovremo rivedere le stime sui costi energetici per famiglie e imprese”, ha detto un economista della Banca d’Italia.

Per ora non ci sono interruzioni nelle forniture verso l’Italia o altri Paesi europei, ma la situazione resta in movimento. Fonti del Ministero della Transizione Ecologica confermano che sono in corso contatti con i principali partner internazionali per garantire la continuità degli approvvigionamenti.

Attesa e incertezza: il futuro dei prezzi dipende dalla diplomazia

In attesa di sviluppi sul fronte diplomatico, gli operatori mantengono un atteggiamento prudente. “Tutto dipende da come si evolverà la crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran”, ha osservato Ferri. Solo allora si potrà capire se questo balzo dei prezzi è solo un episodio passeggero o l’inizio di una nuova fase di instabilità per i mercati energetici europei. Nel frattempo, tutti gli occhi restano puntati su Amsterdam e sulle prossime quotazioni del gas.