Roma, 3 marzo 2026 – Turisti italiani bloccati in Medio Oriente dopo lo scoppio del conflitto con l’Iran. La situazione, dicono dall’associazione di categoria Aidit Federturismo Confindustria, è “complessa e ancora in evoluzione”. A raccontarlo è Domenico Pellegrino, presidente dell’organizzazione che rappresenta le principali agenzie di viaggio italiane. “Siamo solo all’inizio di questa emergenza geopolitica”, spiega Pellegrino, mettendo in luce il lavoro continuo con la Farnesina per garantire assistenza e sicurezza ai viaggiatori.
Aiuto continuo e controllo sui turisti
“I clienti sono seguiti e monitorati senza sosta”, assicura Pellegrino, raggiunto nella sede romana dell’associazione poco dopo le 10 di questa mattina. Il presidente dipinge un quadro ancora incerto. Le agenzie stanno raccogliendo informazioni aggiornate e mantengono un contatto diretto con i connazionali rimasti nella zona. “Aspettiamo che si aprano corridoi aerei sicuri per il rimpatrio”, aggiunge, lasciando intendere che per ora non ci sono soluzioni definitive per il ritorno a casa.
Fonti interne confermano che la priorità è la sicurezza dei viaggiatori. Tra le agenzie coinvolte, nomi noti come Alpitour, Eden Viaggi e Welcome Travel, hanno attivato numeri di emergenza e linee dirette con le famiglie in Italia. In posti come Dubai e Doha, i gruppi sono stati spostati in hotel sicuri, in attesa di nuovi sviluppi. “La collaborazione con la Farnesina è totale”, ribadisce Pellegrino.
La Farnesina guida il coordinamento con le agenzie
Questa crisi ha riportato sotto i riflettori il ruolo del Ministero degli Esteri nel coordinamento dei rimpatri. “Come le altre associazioni di categoria, lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina”, spiega Pellegrino. L’esperienza della pandemia ha lasciato un segno importante: “Ci ha insegnato a dialogare e a fare squadra per trovare insieme le soluzioni migliori”.
Fonti diplomatiche confermano che nelle ultime 48 ore i contatti tra ambasciate italiane e tour operator locali si sono intensificati. In alcune zone, come Libano e Giordania, la situazione è più tranquilla, mentre in Iran e paesi vicini le restrizioni agli spostamenti restano rigide. “Ci sono tavoli tecnici aperti giorno e notte”, riferisce un funzionario del ministero.
Turismo in bilico: stagioni a rischio
Fino a pochi giorni fa, i dati raccolti da Aidit facevano ben sperare: la stagione turistica si annunciava “particolarmente positiva”. Le prenotazioni verso il Medio Oriente erano cresciute del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ora, però, tutto si è fermato. “Speriamo che la situazione torni alla normalità il prima possibile”, confida Pellegrino, “per non compromettere una stagione che fino a sabato scorso era promettente”.
Le agenzie stanno già valutando l’impatto delle cancellazioni e delle richieste di rimborso. Alcuni operatori hanno cominciato a proporre alternative, come spostamenti verso mete europee o voucher per viaggi futuri. Ma la priorità resta gestire l’emergenza. “Solo dopo potremo pensare alle conseguenze economiche”, osserva un responsabile commerciale di una nota agenzia milanese.
Familiari in ansia, si attende l’apertura dei corridoi
Nelle ultime ore sono aumentate le chiamate ai centralini delle agenzie e della Farnesina da parte dei parenti dei turisti bloccati. “Riceviamo decine di richieste ogni ora”, racconta una dipendente di Aidit. Molti vogliono sapere con precisione quando e come potranno tornare a casa. Ma per ora non ci sono certezze: tutto dipende da come evolverà la situazione politica.
La speranza, condivisa da operatori e istituzioni, è che presto si aprano corridoi aerei sicuri per il rientro dei connazionali. Nel frattempo, dall’associazione ripetono: “La parola d’ordine è prudenza”. E così, nelle sale d’attesa degli aeroporti del Golfo Persico, piccoli gruppi di italiani restano in attesa, con la valigia pronta.
