Milano in caduta libera: il mercato europeo scivola dopo l’apertura di Wall Street

Milano in caduta libera: il mercato europeo scivola dopo l'apertura di Wall Street

Milano in caduta libera: il mercato europeo scivola dopo l'apertura di Wall Street

Giada Liguori

Marzo 3, 2026

Milano, 3 marzo 2026 – Le Borse europee hanno chiuso oggi in netto calo, lunedì, dopo l’apertura di Wall Street e in scia alle tensioni legate all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele in Iran. Un clima di incertezza ha travolto i principali listini del Vecchio Continente, con Madrid che ha accusato la perdita più pesante: il suo indice principale ha lasciato sul terreno il 3% nel giro di poche ore. Dietro, Francoforte ha ceduto il 2,8%, mentre Milano ha chiuso in ribasso del 2,2%.

Borse europee affondate dall’attacco in Iran

La giornata era partita con una certa tensione, ma è stato solo dopo l’avvio delle contrattazioni a New York che i mercati sono precipitati. “La volatilità è salita in modo netto”, ha raccontato un operatore di Piazza Affari poco dopo le 16. Parigi ha perso il 2,1%, mentre Londra e Amsterdam hanno limitato i danni all’1,6% e all’1,2%. In questi due casi, il peso dei grandi gruppi dell’energia ha aiutato a frenare le perdite.

Energia e materie prime: gas e petrolio volano

Sul fronte delle materie prime, la reazione è stata immediata. Il prezzo del gas naturale è schizzato del 40%, toccando i 44 euro al Megawattora. Il petrolio Brent è salito del 7%, arrivando a 72 dollari al barile. “Il mercato teme interruzioni nelle forniture”, ha spiegato un analista energetico di Londra. Diverso il discorso per i metalli preziosi: sia oro che argento sono rimasti stabili, senza grandi scossoni.

Valute e titoli di Stato: euro debole, spread fermo

Sul mercato valutario, l’euro ha perso terreno contro il dollaro, scendendo dello 0,8% a 1,17. Un segno della ricerca di sicurezza da parte degli investitori internazionali. Lo spread Btp-Bund, invece, è rimasto stabile: nessuna impennata significativa tra i titoli italiani e quelli tedeschi. “Per ora non si vedono fughe dai titoli di Stato europei”, ha notato un gestore obbligazionario milanese.

Piazza Affari: Stellantis e banche in rosso, Eni e Leonardo in verde

A Milano la giornata ha colpito soprattutto alcuni titoli industriali e bancari. Stellantis ha lasciato sul campo il 6%, chiudendo a 6,5 euro per azione. Male anche le banche principali: Intesa Sanpaolo, Bper e Unicredit hanno perso circa il 4%. “Il settore finanziario paga la maggiore esposizione ai rischi geopolitici”, ha spiegato un trader di una primaria sim milanese.

Non sono mancati però segnali positivi. Eni ha guadagnato il 3%, spinta dal rally delle materie prime energetiche. Anche Leonardo, protagonista nel settore della difesa, ha beneficiato degli acquisti: +3,3% a 58,6 euro. “Gli investitori cercano rifugio nei titoli legati alla sicurezza”, ha commentato un analista di settore.

Cosa dicono gli operatori e cosa ci aspetta

Il clima resta incerto. “La situazione potrebbe cambiare velocemente nei prossimi giorni”, ha ammesso un gestore di fondi estero contattato nel tardo pomeriggio. Tutti guardano ora alle mosse delle banche centrali e alle possibili ripercussioni sulle catene di approvvigionamento globali.

Tra i corridoi di Palazzo Mezzanotte si respira cautela. “Non è la prima volta che i mercati reagiscono così a uno shock geopolitico”, ha ricordato un veterano del settore. Ma tra schermi accesi e telefoni che squillano senza sosta, la sensazione è che questa volta la volatilità possa durare più a lungo del previsto.

Le prossime ore saranno decisive per capire se la tempesta sui mercati europei si calmerà o se nuove turbolenze sono dietro l’angolo. Per ora, gli investitori restano alla finestra, con lo sguardo fisso su Teheran e Washington.