Cape Canaveral, 3 marzo 2026 – Ieri la NASA ha dato il via ai lavori di riparazione del razzo Space Launch System destinato alla missione Artemis II, che porterà quattro astronauti in orbita intorno alla Luna. Dopo un viaggio di circa dodici ore, il lanciatore con la capsula Orion è tornato all’interno del Vehicle Assembly Building (VAB) del Kennedy Space Center, in Florida. Lo scopo è chiaro: trovare e sistemare il problema che ha bloccato il flusso di elio verso lo stadio superiore del razzo, un guasto emerso durante le ultime verifiche tecniche.
Guasto all’eli: cosa sta succedendo davvero
La NASA ha già individuato alcune piste. Il malfunzionamento potrebbe dipendere da una guarnizione rotta in un raccordo del tubo dell’elio, oppure da una valvola difettosa all’altro capo del condotto. “Stiamo cercando di capire con precisione dov’è il problema”, ha detto un portavoce della NASA nella notte tra lunedì e martedì. L’elio è fondamentale: serve a mantenere i motori in funzione e a pressurizzare i serbatoi di idrogeno e ossigeno liquidi, essenziali per la spinta del razzo.
Ritorno sulla rampa: il tempo stringe
I tempi sono stretti. La NASA vuole finire le riparazioni e riportare il razzo sulla piattaforma di lancio entro qualche settimana, per non perdere la finestra di partenza prevista ad aprile. “Abbiamo poco tempo, ma la sicurezza viene prima di tutto”, ha spiegato uno degli ingegneri impegnati nei lavori. Nel frattempo, all’interno del VAB sono state montate piattaforme mobili per far arrivare i tecnici proprio dove c’è il guasto, sullo stadio superiore. Le coperte termiche che coprivano quella zona sono state tolte per permettere un’ispezione più accurata.
Manutenzione in corso: non solo riparazioni
La sosta forzata serve anche per fare una serie di controlli e aggiornamenti su altre parti del razzo e della capsula. Verranno montate nuove batterie nello stadio centrale e in quello superiore dello SLS, oltre che nei motori a propellente solido. Sono previsti anche test extra sui sistemi di controllo, per assicurarsi che tutto funzioni bene durante il lancio.
Anche la capsula Orion, che sta sopra al razzo, sarà sottoposta a controlli. Le batterie del sistema di interruzione del lancio saranno ricaricate e, se serve, qualche componente interno sarà sostituito. “Abbiamo organizzato i lavori in modo da fare tutto insieme alle riparazioni principali”, ha spiegato un responsabile della missione, chiarendo che questa manutenzione non causerà altri ritardi.
Artemis II: una tappa fondamentale verso la Luna
La missione Artemis II è un momento decisivo per il programma lunare degli Stati Uniti. Sarà il primo volo con equipaggio a bordo del nuovo sistema di lancio, dopo il successo del volo senza astronauti nel 2022. I quattro astronauti – già annunciati dalla NASA – aspettano da mesi il via libera definitivo. L’agenzia vuole dimostrare che il sistema è affidabile prima di passare alle tappe successive, che porteranno all’allunaggio.
Per ora, dagli ingegneri arrivano buone notizie: nessun altro problema strutturale è stato trovato. Ma ogni dettaglio viene controllato con attenzione. “Non possiamo permetterci errori”, ha detto uno dei tecnici al lavoro nel VAB. Solo quando tutte le verifiche saranno concluse, il razzo potrà tornare sulla rampa 39B, pronto per l’ultima fase prima del lancio.
La comunità scientifica segue tutto con attenzione. Un intoppo tecnico – come quello dell’elio – può rallentare il cammino verso la Luna, ma non lo ferma. E al Kennedy Space Center, tra cavi, piattaforme e tute bianche, si respira ancora l’attesa delle grandi imprese.
