Finalmente dopo 46 giorni il Consiglio dei Ministri ha definito la data dei referendum popolari sul lavoro per il 28 maggio 2017, a sole due settimane dalle amministrative di giugno dove circa 1000 comuni italiani andranno al voto.

Dichiara Giammarco Manfreda, Coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi:” Il processo di identificazione della data del referendum è emblematico dell’approccio che ha avuto il governo nei confronti di una volontà chiara manifestata con le milioni di firme raccolte dalla CGIL lo scorso anno. Si è sempre guardato al referendum come una minaccia, non è avvenuta una seria presa di coscienza delle criticità che i quesiti sollevano. La data rende evidente come si voglia entro breve tempo provare ad approvare un decreto che, mantenendo la possibilità alle micro imprese con 0 e 1 dipendente di utilizzare il voucher, vuole disinnescare politicamente il referendum senza provare a risolvere in maniera concreta il problema. Sui giornali si continua a leggere che è l’unico strumento per avviare i giovani al lavoro, la nostra idea è completamente diversa. Servono strumenti che rimettano al centro diritti e tutele affinché l’entrata nel mondo del lavoro non sia definita dalla capacità di svendersi.”

Dichiara Elisa Marchetti: “Finalmente il Governo si è deciso a fissare la data, dopo una lunghissima attesa ingiustificata; continuiamo a chiedere che non vi siano sprechi di risorse e che quindi anche le amministrative siano fissate nella stessa data. Ora che sappiamo quando saremo chiamati a votare, rafforzeremo la nostra campagna sui referendum in scuole ed università, anche in vista della manifestazione nazionale dell’8 aprile. I temi dei referendum ci riguardano più che da vicino: moltissimi studenti lavorano a voucher, vediamo quanti impiegati negli appalti lavorano nelle nostre scuole ed università e quanto i loro diritti siano negati, siamo preoccupati per il nostro immediato futuro e da futuri lavoratori, chiediamo diritti! Inoltre ci attiveremo per permettere agli universitari di votare fuori sede: in attesa di avere una legge che garantisca il voto fuori sede – legge che, anche se si limita solo ai referendum, è già stata approvata alla Camera – lanciamo, come per i recenti referendum, il nostro form per far votare gli studenti nella città sede dell’università”.

Concludono i coordinatori: “Ora abbiamo la data: continueremo a spiegare a tutti gli studenti italiani che scendere in piazza l’8 aprile e votare sì il 28 maggio è fondamentale per construire un futuro di diritti!”.

Qui il link per votare fuori sede: https://goo.gl/forms/10L9tiOjSBBRt1Lm1